Francesco Facchinetti, per i Mondiali diventa Lippi

22 aprile 2010 
<p>Francesco Facchinetti, per i Mondiali diventa Lippi</p>

Francesco Facchinetti si trasforma in Marcello Lippi. La mutazione del conduttore di X Factor nel ct della Nazionale di calcio la vedrete sui muri di tutta Italia nei cartelloni pubblicitari di RTL 102.5 per Tutti convocati. Per la prima volta nella storia della radio italiana, infatti, un'emittente privata ha acquisito i diritti per trasmettere tutte le partite dei Mondiali di calcio del Sudafrica (dall'11 giugno alll'11 luglio).

Come reagirà Lippi a vedere la campagna di Rtl?
«Non so, ma credo che si divertirà. Lippi ha sempre un'aria seria, pensosa, come se fosse in ogni istante concentrato sulla partita, ma penso che sia il ruolo dell'allenatore della Nazionale».

Da «very normal ct», quale sarebbe la sua formazione ideale?
«Naturalmente sarebbe fatta di gente comune: un portinaio in porta, muratori in difesa, geometri in centrocampo. Ma come punta un fuoriclasse: Balotelli».

È anche lei dell'idea che bisognerebbe portare Super Mario in Sudafrica?
«Balotelli è un ragazzo giovanissimo, con un passato difficile e con un talento che forse non sa ben gestire. Bisogna capirlo e dargli fiducia. Detto questo, Lippi è il nostro ct ed è campione del mondo, quindi non dobbiamo disturbarlo nel suo lavoro».

E Cassano?
«Mi piacerebbe vederlo in Nazionale. Ma, ripeto: Lippi deve essere sereno nel prendere le sue decisioni».

Di solito con chi guarda le partite della Nazionale?
«Con un gruppo di amici. Prima si mangia la cotoletta, poi si guarda la partita. E mentre siamo davanti alla Tv ci filmiamo con una videocamera, per rivederci dopo».

Le parolacce?
«Non c'è partita senza parolaccia. Ma in radio cercherò di limitarmi per rispetto degli ascoltatori. Sara dura: quando guardo una partita entro in trance agonistica: urlo, mi agito, piango, non mi si riconosce più. Infatti non vado più allo stadio perché mi vergogno delle mie reazioni».

Nel 2006, quando l'Italia ha vinto i Mondiali, che ha fatto?
«Ero impazzito. Pensi che sono andato nel centro del mio paese in macchina e la gente me l'ha sfasciata: 20 mila euro di danni. Ma io ero felicissimo, non m'importava nulla. Siamo tutti un po' agitati quando si tratta di Nazionale».

Non proprio tutti. Renzo Bossi, per esempio, ha detto a Vanity Fair che non tiferà per gli Azzurri.
«Non ho letto l'intervista, ma io lo conosco e credo che sia stata una sparata. Impossibile non tifare per la Nazionale».

Non sembrava una sparata.
«Vorrà dire che lo inviterò in studio a commentare una partita dell'Italia».

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