Marta Dionisio, arriva l'anti-Melissa P.

13 luglio 2010 

Legge Guerra e pace. Va bene a scuola, soprattutto in italiano, storia e latino. In casa aiuta a cucinare e a fare le pulizie, e da grande vuole fare la giornalista di costume. La romana Marta Dionisio ha 18 anni, ma non assomiglia per niente all'immagine della teenager-tipo che ci viene proposta dalla televisione, tutte esperienze di sesso e trasgressione. È appena stato pubblicato il suo primo romanzo, Lo specchio di Beatrice (Fazi, pagg. 415, D 16,50), la storia di due ragazze, Jessica che vive nel 2010 e Beatrice che vive nel 1943, che si scambiano posto grazie a uno specchio magico. Già prima dell'uscita del libro, Marta è stata definita l'anti-Melissa P., la scandalosa scrittrice di 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire del 2003.

Perché, secondo lei?
«I valori a cui si ispirano le protagoniste della mia storia, che poi sono i miei, sono molto diversi da quelli del romanzo di Melissa P.: la famiglia, l'amicizia, l'obbedienza, il rispetto delle regole».

Ha mai letto quel libro?
«Sì. Quando uscì era molto di moda e io e le mie amiche lo abbiamo letto e abbiamo anche visto il film. Non piacque a nessuna: non ci riconoscevamo in quel mondo».

Secondo lei che cosa spinge queste ragazze a comportarsi in modo così trasgressivo per la loro età?
«Penso il fatto di volersi mettere in mostra. Fa figo dire che si è state con tanti ragazzi».

Lei si definisce un tipo romantico?
«Non proprio, anche se le grandi storie d'amore mi piacciono: L'insostenibile leggerezza dell'essere e Anna Karenina sono i miei libri preferiti».

È innamorata?
«Credo di non esserlo mai stata. Ora ho un ragazzo, ma le cose sono complicate».

It's complicated, come lo stato di Facebook...
«Io non sono iscritta a Facebook, non mi interessa. Ma non sono fuori dal mondo, uso messenger e le chat, però se devo sentire un amico preferisco usare il telefono».

Come ha fatto a documentarsi sul periodo del Fascismo italiano?
«Mi sono ispirata alle storie che mi hanno raccontato i miei nonni e le ho fatte rivivere da Jessica quando si trova catapultata negli anni '40. La cosa che mi aveva colpita di più era che a quei tempi una ragazza non poteva uscire con un ragazzo se non era accompagnata da una specie di "tutore"».

Ora gli appuntamenti sono più facili?
«Decisamente sì e per fortuna».

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RISULTATI
MiniVaniti97 73 mesi fa

Lei mi assomiglia moltissimo!Potrei dire di essere una specie di Beatrice per Jessica..

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