Angelo Guglielmi: «Sanguineti era il mio punto di riferimento»

18 maggio 2010 
<p>Angelo Guglielmi: «Sanguineti era il mio punto di
riferimento»</p>
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«Ci eravamo visti a Bologna appena pochi giorni fa, per la presentazione del suo libro Ritratto del Novecento: fisicamente era un po' malmesso, aveva qualche acciacco, ma lo spirito era lucido e polemico come sempre: nulla che presagisse quanto poi è accaduto»: Angelo Guglielmi racconta così l'ultimo incontro con il poeta e critico letterario Edoardo Sanguineti, scomparso questa mattina a Genova all'età di 79 anni. Entrambi sono stati esponenti di spicco del movimento letterario Gruppo 63.

«Che stesse molto male era già noto da mesi», prosegue Guglielmi, «perciò la notizia della morte non ci ha sorpresi più di tanto. A stupire, semmai, è la consapevolezza con cui questa persona ha affrontato il suo ultimo percorso di vita: soffriva, ma non lo dava a vedere». Che cosa le mancherà maggiormente? «Oggi soffriamo l'angoscia per la sua mancanza: Sanguineti era un punto di riferimento fondamentale. È stato uno dei pochi - si contano sull'indice di una mano -, veri protagonisti del Novecento. Non ci rimane che la consolazione di avere attraversato lo stesso secolo con quest'uomo straordinario, che ci ha aiutati a viverlo in maniera più consapevole».

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