La Marchesa Casati: il libro di Mariateresa Fiumanò racconta un'altra verità

08 giugno 2010 
<p>La Marchesa Casati: il libro di Mariateresa Fiumanò racconta
un'altra verità</p>

Roma, agosto 1970. Il marchese Casati uccide la moglie Anna, l'amante di lei, e si suicida. Una strage che, nell'Italia borghese, rivela un ménage scandaloso. Versione ufficiale: dramma della gelosia. Ma, 40 anni dopo, il libro dell'amica Mariateresa Fiumanò (La marchesa Casati, Edizioni Anordest) racconta una storia diversa. Fatta di denaro, ricatti e voglia di libertà  

Come mai solo oggi ha deciso di renderla pubblica?
«Perché la storia di Anna e Camillo è stata oggetto di ricostruzioni spesso irreali. Io ho avuto per loro dell'affetto: desideravo raccontare come erano realmente. Senza farne dei santi, perché non lo erano».

E com'erano?
«Belli, eleganti, ricchi, generosi. Una coppia affiatatissima, molto invidiata. La profonda intesa amorosa li aveva fatti decidere, di comune accordo e fin dall'inizio, di infrangere i canoni della morale borghese. "Certe volte, non posso mentire, mi è anche piaciuto, ma la faccenda è degenerata", scriveva Anna, che non smise mai di amare il marito. E lui amava lei, alla follia, ma a modo suo. Non che lui fosse omosessuale o impotente, come poi raccontò qualcuno. Anzi, a detta di Anna, Camillo era "capace di fare l'amore per ore". Gli piaceva infilare anche altre donne nel letto coniugale, e "passare senza sosta dall'una all'altra per notti intere", anche se ciò che gli procurava maggior piacere era guardare la moglie con altri uomini».

«Io sono felice, felice, felice», ripeteva Anna. Lo era davvero?
«Non credo: non avrebbe avuto bisogno di buttare in faccia a tutti questa felicità. Penso si trattasse di una specie di mantra con cui cercava di convincere se stessa».

Eppure, aveva realizzato i suoi sogni.
«Ma lo scrive lei stessa: "Non sono la ricchezza e la nobiltà che danno la felicità". Felicità, per lei, sarebbe stato un figlio: aveva fatto l'impossibile per averlo. Rimaneva incinta, si sottoponeva a mesi di assoluta immobilità ma poi, invariabilmente, non riusciva a portare a termine la gravidanza. Arrivò a proporre a una delle sue cameriere, che era rimasta incinta a 45 anni e aveva già tre figli, di cederle il bambino che aspettava. Si sarebbe fatta vedere con una pancia finta e avrebbe denunciato il bimbo come suo. Era pronta a sborsare qualsiasi cifra, ma la cameriera non ne volle sapere. Lei pianse tutte le sue lacrime senza riuscire a capire che esistono persone che non si lasciano comprare».

L'intervista completa su Vanity Fair n.23/2010 in edicola da mercoledì 9 maggio

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RISULTATI
giancarlo 75 mesi fa

Mi associo completamente alla lucidissima Katya : complimenti ! Ah ! Mariateresa, quel che piu' mi intristisce e' che nemmeno dopo 40 anni la povera Anna e l'ancor piu' povero Camillino vengono lasciati in pace. La vita oscilla tra il bisogno e la noia ma questa ne uccide molti di piu' e Camillino ne era l'esempio perfetto : con tutti i suoi mezzi non ha superato di molto la generazione che lo ha preceduto...povera Anna, scappata da Amorosi senza una lira : in che deserto umano sei finita, bel giocattolino del marchese al quale importava solo il possesso - buon sangue non mente - e ha preferito la strage che mollare la presa, come ogni buon viziato consolidato, BUON SANGUE NON MENTE. Ed in questo deserto di affetti nemmeno questa tua sedicente cugina te ne ha dimostrato un po', andando in giro a raccontare la tua vita intima. Che classe...ma non e' che gli e' dispiaciuto non poter stare al tuo posto ? Riposa in pace, Anna !

Katya 75 mesi fa

Approfittando della più o meno presunta parentela con la disgraziata marchesa, la Fiumanò ci propone un inutile polpettone che non offre nuove verità sul caso (come vorrebbe fare intendere) e neppure presenta una buona ricostruzione della vicenda ad uso di quelli (come me) che in quegli non erano neppure nati. Una palese operazione commerciale come quella che fecero i giornaletti semipornografici di quegli anni che l'autrice ha pure la presunzione di stigmatizzare. Ma quel che offende di più il lettore è lo stile della sedicente scrittrice, sciatto e burocratico anche quando tenta di mettere nella bocca della povera Anna Fallarino, le confidenze che avrebbe ricevuto. Confidenze peraltro espresse sgraziatamente e del tutto incredibili. La Fallarino avrebbe fatto confessioni così scabrose a una ragazzetta di 15 anni? Ma dai! E le risposte della ragazzetta in oggetto? Definizioni sessuali che sembrano copiate da wikipedia. Mariateresa, Mariateresa (e sì che dovresti essere una seria dotto

elisabetta 75 mesi fa

Una storia vera e profonda in una Roma d'incanto. Un epilogo triste nella realtà ma rincuorante nello spirito. Grazie Mariateresa.

max 78 mesi fa

Un libro a volte crudo,ma che si legge tutto d'un fiato.

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