L'uomo che verrà

23 gennaio 2010 
<p>L'uomo che verrà</p>

Ecco la cosa che ho capito: che molti vogliono ammazzare qualcun altro, ma non capisco perché è la battuta da ricordare.


SEGNI PARTICOLARI in concorso alla 4° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, il film ha vinto ha il "Gran Premio della Giuria Marc'Aurelio d'argento" e il Premio del pubblico come "miglior film". Il suo regista Giorgio Diritti è conosciuto soprattutto per "Il vento fa il suo giro", mentre il protagonista maschile Claudio Casadio è un attore teatrale affermato anche all'estero (specializzato in teatro per ragazzi) qui al suo debutto sul grande schermo

 

TRAMA Siamo nel 1943, nei pressi di Bologna (per la precisione alle pendici di Monte Sole). Qui vive Martina, una bambina di 8 anni figlia di contadini, che ha smesso di parlare da quando le è morto il fratellino di pochi giorni. Ora la madre è di nuovo incinta e lei attende con ansia l'arrivo del bimbo, mentre la guerra man mano si avvicina e la vita diventa sempre più difficile. Nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo nasce e quasi in contemporanea le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto

 

REGIA Giorgio Diritti
CAST Claudio Casadio, Maya Sansa, Alba Rohrwacher, Vito, Tom Sommerlatte, Eleonora Mazzoni, Raffaele Zabban, Orfeo Orlando, Diego Pagotto

 

DA VEDERE PERCHE' viene raccontata con grande delicatezza ed intensità uno degli episodi più drammatici della nostra storia contemporanea
DA VEDERE CON CHI conosce poco di quel periodo e vuole saperne di più, ma anche con chi è stanco di andare al cinema a vedere film che si nutrono solo di effetti speciali computerizzati
IDEALE PER una serata in cui si ha voglia di sostanza e non di superficialità

 


NOTE DI STILE oltre alle divise delle SS ad emergere in questo film sono le vesti semplici di questi contadini dell'Italia degli anni'40. In particolare colpiscono le donne che, nonostante la povertà e gli stenti, cercano in tutti i modi di non lasciarsi andare e di difendere la loro femminilità

DAL SOUNDTRACK La colonna sonora è fatta di sognante delicatezza e di drammatica intensità. A firmarla è Daniele Furlati, che aveva già lavorato con Diritti ne "Il vento fa il suo giro"

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