Stefano Accorsi: «Quando sfioravo l'amore»

05 gennaio 2010 
PHOTO RICHARD PHIBBS -

Stefano Accorsi si è appena tolto il cappotto, più che mai necessario in questa freddissima giornata parigina, rivelando un completo blu, con tanto di panciotto, cravatta in tinta e camicia azzurra. Eleganza che «giustifica» con un precedente impegno di una certa importanza. Il bistrot dove mi ha dato appuntamento è lo stesso dove un paio di anni fa avevo incontrato la sua compagna Laetitia Casta. La citazione da cui siamo partiti è una strofa della versione italiana di Franco Battiato della Chanson des vieux amants di Jacques Brel, uno dei brani della colonna sonora di Baciami ancora, il seguito, a dieci anni di distanza, dell'Ultimo bacio di Gabriele Muccino, in uscita nelle sale il 29 gennaio.

Dire sequel fa sempre un effetto un po' così.
«Intanto che si tratti di un sequel è vero solo in parte. I personaggi sono gli stessi dieci anni dopo e chi ha visto il primo film se li ricorderà. Ma chi non lo ha visto, può benissimo farne a meno. Se avessimo fatto L'ultimo bacio 2 un paio di anni dopo non ci sarebbe stato un granché da raccontare. Mentre, passati ormai dieci anni, siamo arrivati a un altro snodo che rende le storie di nuovo interessanti».

…si sente molto diverso da dieci anni fa?
«Certo. Oggi ho una famiglia mia, vivo a Parigi e, soprattutto, sono diventato padre (prima di Sahteene, nata nel 2001 da una precedente relazione della sua compagna, poi di Orlando, 3 anni e, ad agosto dell'anno scorso, di Athena, ndr). Sul set ci siamo ritrovati tutti genitori o, come Giorgio Pasotti, in procinto di diventarlo. L'unico che non ha bambini è Marco Cocci. Che, infatti, dice di volerne assolutamente uno. Poveraccio, quando noi parlavamo dei nostri figli, lui non sapeva che cosa dire».

Gabriele Muccino ha detto che i suoi personaggi hanno imparato dai propri errori e sono diventati meno cinici. Eppure, di solito, si dice il contrario, che invecchiando si perde il senso dell'utopia, degli ideali. Che cosa ne pensa? «Che cinico lo sei fin dall'inizio, altrimenti la rinuncia ai tuoi sogni ti fa soffrire. Sono tanti quelli che hanno una moglie e due amanti. Ma a meno che tu non sia un avventuriero per indole, è un modo di adattarsi, una resa che non ti fa felice. Nell'Ultimo bacio, il mio personaggio tradiva (Carlo-StefanoAccorsi aveva una breve relazione con la diciottenne Francesca- Martina Stella, mentre la sua compagna Giulia-Giovanna Mezzogiorno era incinta, ndr) ma non era un traditore di natura».

E lei come si definirebbe?
«Decisamente più romantico che cinico. In passato mi è capitato di vivere situazioni in cui non mi sentivo a posto, ma non sono mai riuscito ad accettare di andare a cercare altrove la mia felicità».

Stiamo parlando di mogli e amanti?
«Di porticine aperte. E tu stai sulla soglia, un piede di qua e uno di là. Ecco, magari a trent'anni lo fai ancora, ma a quaranta no. A quaranta la porticina la tieni chiusa. E non perché non ti può più succedere niente, ma perché nella tua vita, nella tua storia con l'altra persona ci stai dentro con tutti e due i piedi. Con sincerità».

All'epoca, sempre parlando del suo personaggio, disse un paio di altre cose. La prima, che Carlo si innamorava senza rendersene conto. È possibile? A lei è mai successo?
«Mi sono reso conto di avere sfiorato degli amori che per sciocchezza giovanile non ero pronto a riconoscere. Mi viene in mente quella canzone che Ligabue ha dedicato a suo padre. Non ricordo come si intitola. Quella che fa (canticchia, mentre cerca sull'iPhone): "Se ti scrivo solo adesso, un motivo ci sarà"».

Giovanna Mezzogiorno, che era la coprotagonista dell'Ultimo bacio nonché, all'epoca, sua compagna, ha rinunciato a far parte del cast di Baciami ancora. Avete parlato della sua scelta?
«No. Ma mi è dispiaciuto. E comunque, già dal provino potentissimo che ha fatto, è stato evidente che Vittoria Puccini era perfetta per la parte. Da quel momento che Giulia fosse lei era una cosa naturale».

Stefano Accorsi è nato a Bologna, in una famiglia normale. Oggi è un attore famoso che vive a Parigi. Ci pensa mai da dov'è partito e dove è arrivato?
«Penso che sto a Parigi con la donna che amo».

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