Il Festival di Marco Mengoni: «Due cornetti e un cappuccino, e la giornata inizia»

17 febbraio 2010 
<p>Il Festival di Marco Mengoni: «Due cornetti e un cappuccino, e
la giornata inizia»</p>

Incontriamo Marco Mengoni (gli scommettitori lo danno tra i possibili vincenti del Festival con Malika Ayane e Valerio Scanu) in uno dei rarissimi momenti in cui a Sanremo un cantante può staccare la spina.

La prima serata di ieri com'è stata rispetto alle prove?

«Credo che si possa fare sempre meglio e spero di migliorare stasera. Comunque, esibirsi a Sanremo è stato bellissimo e molto emozionante: è diverso avere davanti tutti quegli occhi invece che poltrone vuote come durante le prove».

Come ha iniziato la sua giornata stamattina?

«Con la notizia che su iTunes il mio album (Re Matto, nda) è il più venduto, e con due cornetti e un cappuccino: sono molto tradizionalista per quanto riguarda il cibo».

Non è tradizionalista nel look: ieri sera era un po' joker, metà bianco e metà nero. Sarà sempre così?

«Mi veste Neil Barrett. Il look che sfoggerò sarà alternativo. Ancora non so cosa indosserò stasera».

Come le è sembrato il palco?

«Il fatto che si debba uscire e poi riuscire nelle diverse serate ripete un po' lo schema di X Factor, e questo mi tranquillizza. E' un meccanismo che conosco, e in questo X Factor mi ha dato una grande preparazione».

E' riuscito nelle giornate pre-festival ad ascoltare le canzoni della Nuova Generazione?

«Ho sentito quella di Tony. Non mi chieda però darle un giudizio: non posso permettermelo dato che siamo allo stesso livello, abbiamo più o meno la stessa età ed entrambi abbiamo cominciato da poco», dice con sincerità.

A chi ha fatto la prima telefonata appena sceso dal palco ieri sera?

«Alla mamma, che mi ha detto 'bravo'. Così, secco».

C'è un rito scaramantico che precede le sue esibizioni?

«No, però ogni tanto ascolto della musica».

C'è stata qualche esclusione dalla gara, ieri sera, che non si aspettava (gli esclusi in attesa di ripescaggio sono Toto Cutugno, Nino D'Angelo e Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, nda)?

«Sempre grazie a X Factor sono abituato a questo gioco delle eliminazioni, e posso dire che mi spiace moltissimo per chiunque».

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