Sanremo, l'esordiente Romeus: «L'importanza delle piccole cose»

18 febbraio 2010 
<p>Sanremo, l'esordiente Romeus: «L'importanza delle piccole
cose»</p>

Lei ha detto che la frase più rappresentativa del suo album Romeus è 'siamo foglie al vento, ma che a volte scelgono di non cadere giù'. Ce la spiega?

«Tutti noi possiamo scegliere chi siamo, ma secondo me è fondamentale che nessuno smetta di sognare. Soprattutto, non dobbiamo dimenticarci di ammirare la bellezza delle piccole cose, perché sono quelle che ti fanno stare bene. Anche se abbiamo delle 'ferite' non dobbiamo farci sviare dal lato scuro delle cose».

Trova ispirazione proprio nelle piccole cose?

«Sì, anche. C'è un tema che accomuna le canzoni del disco, ed è il viaggio. Per me, partire è un bisogno reale, che cerco di soddisfare quando posso. Ho imparato a portare sempre con me un quadernetto per prendere appunti e fissare le idee per le canzoni».

Lei ha vinto SanremoLab, l'Accademia della canzone di Sanremo: come ricorda questa sua esperienza?

«E' stata molto importante. Tra le varie cosa abbiamo incontrato artisti come Giovanni Allevi e Jovanotti: sono stati incontri che mi hanno fatto crescere molto».

Qual è l'obiettivo della sua partecipazione al Festival?

«Punto ad avere la massima visibilità possibile, da poter sfruttare per poi partire in tour».

Emozionato per il debutto?

«Sì, ma inizio a preoccuparmi del fatto che tutti siano in ansia e io no. Non tanto, almeno».

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