Alcune star del pop sembrano donne bioniche e vogliono farcelo
credere (>> GALLERY).
Polmoni d'acciao per cantare senza
perdere fiato anche correndo e ballando. Capacità di ripresa -
da scivoloni&ruzzoloni
on stage - sopra la media. Tempi mediatici perfetti.
A ispirarle, per performance, videoclip e, talvolta, mise da
sera, la donna robot per eccellenza, quella del film Metropolis
di Fritz Lang, pietra miliare del genere
fantascientifico datata 1927 e resa pop negli anni '80 quando
Giorgio Moroder ne trae una versione ridotta, a
colori e musicata dai
Queen. Allora, quelle immagini solleticano la
creatività di uno dei fotografi e stilisti più quotati dell'epoca:
Thierry Mugler che finisce per inserire alieni,
transformer e robot nelle sue collezioni di alta moda. Di lì, la
robotica ispirazione Metropolis torna nella videomusica,
quando nel 1992 il designer firma costumi e direzione artistica di
Too
funky, uno dei video più glamour e famosi di
George Michael. Protagoniste le super top model
anni'90 da Linda Evangelista a Tyra
Banks, a Nadja Auermann.
Da allora, ogni pop diva che si rispetti non
sa resistere alla tentazione di gareggiare in sex appeal in
vesti bioniche con le colleghe.
Si trasformano in pop robot e androidi Kylie
Minogue, poi, Beyoncé (nel 2009 per il
suo I am tour), quindi Lady Gaga e oggi
Fergie dei Black Eyed
Peas, nel nuovo videoclip Rock that body,
ancora inedito ma già chiacchierato in rete e presto disponibile in
due formati, normale ed espanso. Quest'ultimo, un clip di 9 minuti
che mixa i brani Imma be e Rock that body, degno
di gareggiare con i migliori video formato kolossal di
Michael Jackson.
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