Selen diventa deejay e presenta il suo singolo: The star of the night

16 marzo 2010 
<p>Selen diventa deejay e presenta il suo singolo: <em>The star of
the night</em></p>
PHOTO KIKA PRESS

Ha debuttato ieri sera all'Old Fashion di Milano, Luce Caponegro, in arte Selen, nella nuova veste di deejay. Dalle 22 alla consolle, l'ex porno diva - passata poi al teatro e alla televisione (il pubblico la ricorderà per la sua partecipazione al reality La Fattoria) - ha presentato il suo cd singolo The star of the night, in vendita su Itunes a 3,99 euro. Previsto anche un tour, di una trentina di date, che partirà nei prossimi mesi e andrà avanti per tutta l'estate. Per questa nuova carriera musicale, Luce Caponegro si è riappropriata del nome d'arte Selen, che aveva accantonato ai tempi dell'addio al cinema hard, avvenuto una decina di anni fa. «Questo ritorno alle origini mi ha scioccata», dice a Vanity People l'attrice.

E allora come mai è tornata a essere Selen?
«Inutile negarlo: mi sono dovuta arrendere alle esigenze di mercato. Quando proponevamo una serata con Luce Caponegro, la risposta era "Chiiii?". Quando poi dicevamo "Selen"... "Ah, ma sì, certo che la vogliamo"!».

È normale.
«Sono consapevole che lei sia più famosa di me. Per questo le ho chiesto di riprestarmi il nome... A patto, però, di non esagerare e di rimanersene buona e tranquilla al suo posto».

Luce Caponegro non va d'accordo con Selen?
«Il personaggio ha fagocitato la persona, e non le ha permesso di farsi vedere per quello che è. Per questo, per anni ho dovuto lottare per fare emergere Luce. Ma in parte credo di esserci riuscita: per il pubblico televisivo io oggi sono Luce e non Selen».

Luce cosa pensa oggi di Selen?
«Che è stata una grande artista, e lo dimostra il fatto che, come lei, non ce ne sono state altre. Il problema purtroppo è che, essendo un Paese ipocrita, l'Italia non ha riconosciuto la sua arte».

Come mai ha deciso di tornare proprio in veste di dj?
«Giuro che è iniziato tutto come un gioco. Da tre anni a questa parte ho fatto la mamma a tempo pieno, dedicandomi interamente a mio figlio (nato nel 2006 a distanza di vent'anni dal primo, ndr). Praticamente non uscivo più di casa, e il massimo della mondanità era andare al parco o alle giostrine. Così, per mantenere un minimo di vita sociale, ho iniziato a organizzare delle cene "musicate" a casa mia, in cui mettevo un sottofondo per l'aperitivo, uno per la cena, un altro per il salotto.... Finché un amico, proprietario di discoteche, mi ha proposto di prendere lezioni da uno dei suoi deejay e ho accettato la sfida, anche perché avvertivo la necessità di tornare sotto i riflettori».

Ha imparato subito a districarsi con la consolle?
«Per niente, anzi, è stato difficilissimo. Io sono la persona più antitecnologica del pianeta: vado in crisi anche davanti ai tasti e ai programmi della lavatrice!».

Che genere di musica propone?
«Un genere "furbetto": un bel commerciale con alcuni pezzi più ricercati e remix inediti che spaziano dalla dance anni '90 di Corona a quella più attuale di Jennifer Lopez. Sarà una musica sensuale, allegra, ballabile da chiunque, anche perché penso che la techno sia ormai defunta... E per fortuna direi».

Dopo il Partito dell'amore di Moana Pozzi e Cicciolina, il movimento Eros è liberazione di Tinto Brass, candidato alle prossime regionali. A lei non è mai venuto in mente di darsi alla politica?
«Mi hanno chiesto tre volte di candidarmi, da tutti i fronti, ma io ho declinato perché ho altro da fare. La cosa però fa capire quanto valga oggi la politica: la verità è che si cerca un volto e basta».

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).