I Finley tornano in pista e sono tutti Fuori!

25 marzo 2010 
<p>I Finley tornano in pista e sono tutti Fuori!</p>
PHOTO KIKA PRESS

La formazione è sempre quella composta da Pedro, Ka, Ste e Dani, ma per il nuovo album, nei negozi a partire da martedì 30 marzo, i Finley hanno deciso di fare qualche cambiamento di rotta, mischiando il pop-rock o pop-punk che li ha accompagnati fino ad oggi, con qualcosa di più. L'uscita del nuovo prodotto da studio, il terzo, intitolato Fuori!, per i quattro sarà anche l'occasione di pubblicare non un semplice video ma un film clip composto da sezioni diverse. Delle novità firmate dai quattro, abbiamo chiesto al cantante Pedro, all'anagrafe Marco Pedretti.

Il nuovo album dei Finley ha un suono diverso rispetto ai precedenti. Cos'è cambiato?

«Il tempo a disposizione per la lavorazione dell'album ci ha sicuramente giovato, sia a livello di suoni che per il risultato finale. Dal novembre 2008, dopo la vittoria del secondo Mtv Europe Music Award, ci siamo presi il tempo che ci serviva per sviluppare una nuova direzione verso la quale ci stiamo muovendo e che questo disco suggerisce. Nell'album abbiamo messo di tutto, proprio perché abbiamo avuto il tempo necessario per pensare bene ad ogni dettaglio».

Com'è nata l'idea per il titolo dell'album?

«Nonostante la parola in sé possa apparire priva di significato, in realtà ne ha molti. Prima di tutto l'abbiamo scelto come gesto liberatorio: erano un paio d'anni che stavamo lavorando in studio e non eravamo in pista. Poi, guardandoci attorno negli ultimi mesi, sui giornali e in televisione ne abbiamo viste di tutti i colori, a partire da quei personaggi che dovrebbero rappresentarci come cittadini e che di certo non stanno dando un buon esempio. Fuori! è una sorta di riflessione ironica su tematiche che ci circondano ogni giorno».

L'uscita dell'album è accompagnata da quella di un filmclip. Di cosa si tratta?

«Abbiamo deciso di rivedere i soliti passaggi noiosi della discografia. E' difficile proporre qualcosa di nuovo, ma con il regista Stefano Bertelli c'è venuta l'idea di creare cinque videoclip legati tra loro ma con ognuno con idee molto diverse, da quelle più classiche in quanto a riprese e sonoro, a quelle più sperimentali e con storie più o meno lineari. Il risultato è stato molto divertente e contribuisce a dare un'immagine totale dell'album. Ne vedrete delle belle».

Al cambio di rotta musicale corrisponderà un cambio di pubblico?

«La strada musicale che stiamo seguendo ci ha portato a scoprire anche suoni diversi rispetto a quelli a cui eravamo abituati, ovvero quelli del pop-punk statunitense che seguivamo quasi esclusivamente qualche anno fa. Ci siamo messi ad ascoltare anche molto del cosiddetto rock classico che in qualche modo ha influenzato il nuovo lavoro fatto. L'effetto sul pubblico non è prevedibile. Noi ci siamo limitati a seguire quella che è stata un'evoluzione naturale dei nostri obiettivi musicali».

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