Giuliano Palma: 70 metri sopra il cielo

18 maggio 2010 
<p>Giuliano Palma: 70 metri sopra il cielo</p>

Dietro le quinte del video, il cantante dei Bluebeaters ha iniziato a parlarci del suo nuovo tormentone estivo, che racconta un colpo di fulmine tra «nuvole rosa». Poi, guardando Milano dall'alto in basso, ha finito col parlare di un altro amore. Il suo.


Terrazza Martini, 70 metri d'altezza su Milano. Giuliano Palma arriva e vuole vedere il panorama della città, al tramonto. Ha appena girato, con Melanie Fiona, il video di Nuvole rosa, la canzone che con il suo gruppo, i Bluebeaters, sta per pubblicare in una nuova versione di Combo, l'album uscito lo scorso novembre. Dei Bluebeaters forse avete sentito parlare: sono una delle band che gira di più l'Italia in concerto, riarrangiando in chiave ska famosi brani reggae, rock e pop, da Coming In From the Cold di Bob Marley a Tutta mia la città dell'Equipe 84. E Melanie Fiona? È sua la voce del tormentone Give It To Me Right, e della Vie en rose, nello spot di un aperitivo. Magari Palma ci saprà dire di più. Errore.

Che canzone è Nuvole rosa?
«Un pezzo con sfumature soul pensato per Sanremo, ma ci hanno scartati. Ci avevano già escluso con Se ne dicon di parole, che poi è diventato un tormentone estivo: perciò spero che Nuvole rosa abbia la stessa sorte. E Melanie aggiunge un tocco internazionale».

Dieci anni fa, nel 2000, usciva The Album, il primo disco dei Bluebeaters. Che ricordi ha?
«Non ci avevo pensato. Anche perché i Bluebeaters sono nati prima, e per gioco, perciò il primo disco è uscito quando già da tempo suonavamo in giro. The Album è nato dopo un esaurimento, mentre lasciavo i Casino Royale».

Che bilancio fa?
«Venivo dai Casino Royale, con cui sperimentavamo: eravamo partiti con la musica che faccio ora, per poi passare allo ska, infine diventare elettronici. I Bluebeaters mi hanno fatto riscoprire le mie radici, e che la mia passione era il canto e la melodia. Vengo da una famiglia napoletana, perciò sono cresciuto con le canzoni italiane degli anni '60 e '70, poi mi sono appassionato alla musica giamaicana. Mai nella prima parte della mia carriera avrei pensato che avrei cantato pezzi di Paoli o della Zanicchi: ora ne vado fiero».

Che cosa risponde a chi critica i Bluebeaters dicendo che rifate solo e non create nulla di nuovo?
«La mia risposta è: provate anche voi. Fare un remake non è da tutti. E comunque in Combo ho ripreso a scrivere inediti, come Nuvole rosa, appunto».

Foto Luca Nizzoli Toetti

L'intervista completa su Vanity Fair n.20/2010 in edicola da mercoledì 19 maggio

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