Turbina delle Sorelle Marinetti: «Ecco il nostro omaggio alle eroine anni 30»

25 maggio 2010 
<p>Turbina delle Sorelle Marinetti: «Ecco il nostro omaggio alle
eroine anni 30»</p>

«Oggi c'è la tendenza a riscoprire le sonorità leggere degli anni 30, i testi ironici, la musica spensierata che ispira subito allegria… Ed è questo l'aspetto più bello del nostro lavoro, il fatto che a fine spettacolo il pubblico venga a dirci di essersi divertito». Il maestro Christian Schmitz parla così della sua avventura professionale con le Sorelle Marinetti, il trio vocale en travesti ispirato alla musicalità anni 30 (Trio Lescano in testa), formato da Turbina (Nicola Olivieri, al centro nella foto), Mercuria (Andrea Allione) e Scintilla (Marco Lugli). Nato sul web, il gruppo ha poi conquistato il pubblico nei teatri ed è stato consacrato dalla partecipazione all'ultimo festival di Sanremo, dove si è esibito cantando con Arisa il motivetto Malamoreno.

Oggi esce il loro secondo album, Signorine Novecento, in cui re-interpretano quattordici brani dell'epoca (tra cui alcuni americani tradotti in italiano), con l'accompagnamento dell'orchestra Maniscalchi al completo. «È il disco della maturità, nato dopo due anni passati a esibirci in giro per l'Italia», racconta Nicola/Turbina: lucano, classe 1963, nasce baritono in un coro lirico. Ma, assicura lui: «Le voci gravi sono quelle maggiormente predisposte al falsetto».

E gli altri componenti, invece, che «origini» hanno?

«Andrea, che è anche il nostro coreografo, ha studiato danza, mentre Marco si è diplomato all'accademia filodrammatica di Milano. La nostra ricchezza risiede proprio in questa nostra estrema diversità».

I nomignoli come sono stati scelti?

«È stato Giorgio (Bozzo, il produttore, ndr) ad assegnarceli, in base proprio alla nostra personalità: Turbina, che sono io, è la più saggia e posata; Mercuria è piccola e sognatrice; Scintilla la più sfacciata e birichina. Pur trattandosi di nomi futuristi, noi non lo siamo: ci ispiriamo solo alla modernità dell'epoca».

L'esperienza sanremese com'è stata?

«Stancaaaaante: eravamo obbligati ad andare in giro vestiti e truccati dalle 9 di mattina alle 3 di notte!».

È vero che ha incrociato Dita von Teese in bagno?

«Sì, ci siamo lavati le mani allo stesso lavandino: è di una bellezza mozzafiato».

Scusi, va bene entrare nel personaggio, ma lei che cosa ci faceva nel bagno delle donne?

«No, no, guardi che i lavandini erano in comune!».

Signorine Novecento promette di rappresentare le donne emancipate degli anni 30.

«Prenda il trio Lescano, a cui noi Marinetti ci ispiriamo: infondo erano tre signorine che anziché chiudersi in casa andavano in radio a cantare. Noi cerchiamo di rappresentare quel tipo di donna: forte, intraprendente, coraggiosa, ma comunque composta, sobria ed elegante e che sa esprimersi in modo forbito. Attraverso i nostri personaggi vogliamo rendere omaggio proprio a queste nostre "ave eroine": sono loro che dopo la seconda Guerra Mondiale hanno ricostruito l'Italia».

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RISULTATI
Kurtlein 79 mesi fa

Il bocca al lupo Sorelline!

PinUp2010 79 mesi fa

MITICHE LE ADORO!

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