Omar Pedrini: «Farò visitare il Sud a Renzo Bossi»

27 maggio 2010 
<p>Omar Pedrini: «Farò visitare il Sud a Renzo Bossi»</p>
PHOTO MARCO DONAZZAN -
Arriva all'appuntamento a piedi, con un bottiglione di vino della sua Franciacorta fra le braccia, dicendo che forse non sarà tanto brillante perché ha dormito poco: «Questa notte mio zio ha avuto un infarto. Io e mio padre siamo rimasti con lui tutta la notte, in ospedale. Adesso sembra che stia meglio. E anche lei starà meglio, dopo aver bevuto quello che c'è qui dentro».
Bresciano, 43 anni, padre di un figlio di 16, Omar Pedrini l'8 giugno pubblica l'album La capanna dello Zio Rock, raccolta di successi del periodo in cui era il leader del gruppo rock Timoria (Sangue impazzito, Senza vento, Sole spento ecc.) e altri della fase solista (Shock, La follia), con l'aggiunta di due inediti: Zio Rock e Il figlio del vento, brano inserito nella colonna sonora del nuovo film di Pupi Avati, Il figlio più piccolo, in cui Pedrini compare anche come attore.
L'estate scorsa, a Brescia, ha cantato e suonato con Francesco Renga - l'ex voce dei Timoria - dopo 12 anni di litigi: come va adesso?
«Bene. Sembrava impossibile, e invece...».
Che cosa era successo?
«I gruppi rock si rompono per due motivi: soldi e donne. Soldi non ne abbiamo mai fatti, quindi... Francesco in un'intervista ha ammesso di essere stato sleale, e così - dopo tutti quegli anni - gli ho telefonato. Piangendo e ridendo gli ho detto: "Per fortuna ti ho sentito dire la verità"».
Politicamente la pensa come Renga, che è di destra?
«No. Mi sono cari i temi della sinistra, ma non riesco a identificarmi in un partito. Mi considero un anarchico responsabile e antiproibizionista. Favorevole al federalismo. Conosco il figlio di Bossi».
Renzo, detto «Trota»?
«Lui. Gli ho detto che glielo faccio vedere io il Sud, visto che non c'è mai stato. Ha accettato. È un ragazzo tenerissimo, non è cattivo come sembra. È solo un po' naif, non si rende conto di essere un politico. Come fa a dire che non tiferà Italia? Capisco che è padano, ma è anche italiano».
Lei come si sente?
«Bresciano, padano, italiano. Ed europeo».
L'intervista completa su Vanity Fair n.22/2010 in edicola dal 2 giugno
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