Phil Collins: «Il matrimonio non fa (più) per me»

10 luglio 2010 
<p>Phil Collins: «Il matrimonio non fa (più) per me»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

IN ESCLUSIVA IN VIDEO PER VANITYPEOPLE: IL SALUTO AI LETTORI E UN MESSAGGIO SPECIALE PER L'AMICA LAURA PAUSINI

Phil Collins ritorna al suo pubblico in forma quasi privata con un disco - Going Back - interamente dedicato ai capolavori della Motown, la casa discografica di Detroit (la Motor-Town) che negli anni Sessanta ha lanciato, tra gli altri, Diana Ross, Marvin Gaye, i Jackson Five, Stevie Wonder.

Lo incontro in un hotel di Ginevra che guarda il lago, poco lontano da casa sua. È casual, rilassato e sorridente. Per rompere il ghiaccio, gli porto i saluti di Laura Pausini: «Come sta? Si è sposata?».

Come mai la gente vuole ancora che i Genesis tornino insieme?
«Perché tutti sono sempre più aggrappati ai loro ricordi, all'idea di quello che il nostro gruppo significava per loro, soprattutto in Italia, dove eravamo molto amati. E la gente allora pensa a quanto sarebbe bello vedere Phil Collins e Peter Gabriel di nuovo sul palco. Ma se ci riflette un attimo, come potremmo fare? Peter canta le sue canzoni e io le mie? Lui non canterebbe mai Invisibile Touch. Comunque non ha senso parlare di questo, perché tanto non accadrà».

Come sono i vostri rapporti? È stato strano non vederlo con voi quando siete entrati nella Rock and Roll Hall of Fame.
«Sarebbe stato bello averlo lì, ma stava provando con un'orchestra proprio in quei giorni. So che per tutti è sembrata una scusa, come se lui non si volesse far vedere con noi, ma le assicuro che non era così».

Lei si è sposato tre volte. Ha imparato qualcosa sul matrimonio?
«Io ho creduto veramente nel matrimonio, non mi stancherò mai di dirlo. Ogni volta che mi chiedevano: "Per tutta la vita?", io rispondevo: "Per tutta la vita". E ne ero convinto. Pochi ricordano che due delle tre volte sono stato io a essere lasciato. Però devo essere sincero: dal matrimonio non ho imparato nulla. E non lo rifarei».

Ma se lo facesse, chi inviterebbe a cantare alle sue nozze?
«Bruce Horsby, senza dubbio. Adoro la sua voce, è il cantante che più ascolto sul mio iPod».

Lei sembra più ironico nella vita privata che quando canta. È vero che quando la sua prima moglie l'ha lasciata per un imbianchino si è esibito con un barattolo di vernice sul pianoforte?
«Oh, mio Dio, è vero. Ma non era voluto. C'era quest'ambientazione tipo "lavori in corso" e io, durante una pausa, ho messo il pennello e la vernice sul piano. Tutti hanno colto una sorta di vendetta molto raffinata, ma io non ne avevo l'intenzione. Non sono così intelligente».

È ancora in contatto con lei?
«Certo. Sono molto amico di tutte e tre le mie ex mogli, e anche loro sono diventate amiche. Le dirò di più: la mia attuale compagna, Michelle, che è una giornalista televisiva americana, non ha nessun problema a tenere in casa foto di me con le mie ex mogli. Io e Jill, io e Ann, io e Orianne… sceglie lei le cornici».

L'intervista completa la trovate sul numero 28 di Vanity Fair, in edicola il 14 luglio.

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