Alessandra Amoroso sta ultimando il nuovo disco, Il mondo in
un secondo, e c'è da giurarci che sarà l'ennesima ondata di
record. Visti i tempi che corrono, i suoi numeri sono
impressionanti, e vanno al di là della popolarità televisiva: 200
mila copie per il disco d'esordio, Stupida; 230 mila per
Senza Nuvole (alla cui uscita ha scalzato Madonna dalla
vetta); prima nelle classifiche dei download; oltre 300 mila fan su
Facebook. Ma i numeri non la sorprendono più di tanto. A lei
interessa soprattutto l'opinione della gente - in particolare della
sua gente: i leccesi - della famiglia, e di «Maria». Quella Maria
Nazionale (non la cantante, la De Filippi) che la tiene al telefono
quasi un'ora prima dell'intervista, facendola trottare su e giù nel
cortile in mezzo alle macchine parcheggiate. Sembra un'adolescente
che discute col fidanzato, mentre gioca con il foulard che le
protegge l'ugola d'oro. (...)
Con chi le piacerebbe collaborare?
«Al di là della stima che ho per la Pausini, per Elisa, c'è un
ragazzo che non avevo mai incontrato, Francesco dei Modà, la cui
musica ha fatto da colonna sonora alle mie vacanze. Quando mi ha
detto che voleva scrivere una canzone per me, non ho capito più
niente!».
Il suo nuovo singolo s'intitola La mia storia con
te. Ce l'ha una storia?
(Piuttosto che rispondere, me la canta, e la canta
benissimo).
Allora?
«Sì, sono fidanzata. E sono felice».
Perché aveva timore a dirmelo?
«Perché poi lo scrive sul giornale. Su certe cose sono riservata,
all'antica».
Che tipo di fidanzata è?
«Passionale, ma esigente. Se do mille, anche tu mi devi dare
mille».
Ma non era lei che cantava «amore è dare senza
chiedere»?
«Canto bene ma razzolo male! E in amore sono vendicativa, non
perdono».
E nella vita?
«Per niente. Sono come una pentola d'acqua che bolle: sempre a
brontolare, ma come la togli dal fuoco si calma».
Un capitolo da cancellare della sua
carriera?
«Una volta hanno trasmesso una mia scenata isterica a Striscia
la notizia. Rivedermi nella classifica dei "Nuovi mostri" mi
ha fatto vergognare da morire. Ho capito quanto male può fare la
Tv, e quanta responsabilità ho».
Sente molto il peso della responsabilità?
«Sempre di più. Soprattutto quando mi scrivono ragazzi che si
vogliono suicidare. Non puoi restare indifferente».
Qual è la sua paura più grande?
«In amore, che una delle mie migliori amiche mi freghi il
ragazzo».
L'intervista completa la trovate sul numero 35/2010 di
Vanity Fair, in edicola il 1° settembre.