Enrico Ruggeri, da punkettaro a giudice di X Factor: «Non sarò un giudice buonista»

10 agosto 2010 
<p>Enrico Ruggeri, da punkettaro a giudice di X Factor: «Non sarò
un giudice buonista»</p>

Seduto al tavolo di un ristorante giapponese, all'ora di pranzo, in una Milano d'agosto quasi deserta, Enrico Ruggeri, 53 anni, dal 7 settembre sarà uno dei quattro giudici della quarta edizione di X Factor, il talent show di Raidue condotto da Francesco Facchinetti. In giuria con lui, oltre alla veterana Mara Maionchi, ci saranno Anna Tatangelo ed Elio, cantante e leader di Elio e le Storie Tese.

Lei ed Elio giocherete al tiro al piccione con Anna?
«Nooo… Perché? Lei ha il suo pubblico, noi il nostro. Io ed Elio, poi, non ci assomigliamo come espressione ma siamo simili come estrazione: milanesi, con gusti musicali vicini, entrambi sulla cinquantina. Mara è un discogra_ co, ma è milanese anche lei. Bisognava equilibrare la giuria. E la Regina di Sora ci sta benissimo. Finora abbiamo ascoltato 400 ragazzi, con altrettanti pezzi. Tolti 20, noti a entrambi, i restanti 380 o li conoscevo io, o lei. Sulle novità Anna è più preparata di me. L'ultima volta che ho comprato un album è stato nel 1981».

Che cosa si aspetta da X Factor?
«La sfida è quella di scoprire qualcuno che fra dieci anni sia ancora vivo e vegeto. E poi fare ascoltare musica che in Tv non passerebbe mai in prima serata».

A 25 anni si faceva montare una specie di siparietto sul palco per fare sesso tra una canzone e l'altra: quanto c'è di Berlusconi in lei?
«Ero giovane, andiamo… Non ho questo desiderio di piacere così ossessivo come ce l'ha Berlusconi. Però è vero che tutti gli italiani, non solo il premier, non vogliono più arrendersi all'invecchiamento. La vecchiaia ci fa orrore. Io faccio figli a 50 anni, vado a giocare a pallone tutte le settimane, e se mi presentano una bella ragazza faccio ancora il cretino, anche se poi non combino niente. Però mi piace farlo. E se lo fa un cantante è socialmente più accettato. È la verità».

Sbaglio se le dico che Ruggeri a 18 anni li avrebbe «schifati» i ragazzi che si presentano oggi a X Factor?
«Non sbaglia. Ma oggi è tutto diverso da allora. È un altro mondo».

Lo stesso Ruggeri non sarebbe mai andato in Tv a farsi giudicare da una signora di 69 anni, da due cantanti sui cinquanta e da una ragazza poco più che ventenni.
«È vero. Ripeto, però, che il contesto era un altro. Io, poi, fui anche il primo punkettaro ad andare a Sanremo, rischiando la pelle perché dopo, a Milano, mi davano del venduto, e sotto casa mi aspettavano per picchiarmi. C'era una scritta sul muro: "Ruggeri servo del potere" ».

Ha già imparato qualcosa da X Factor?
«Siccome sono educato, spesso mi rimproverano di essere uno che si fa mettere i piedi in testa. Nelle selezioni ho imparato a dire no in maniera secca. Posso anticipare che non sarò buonista. Se arrivano il nero immigrato, il gay discriminato o quello che ha perso il padre il giorno prima, e non sanno cantare, non passano».

L'intervista completa su Vanity Fair n.32/2010 in edicola da mercoledì 11 agosto

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