Alison Hewson «Vox»: «Io, Bono e l'Africa»

03 settembre 2010 
PHOTO BARBARA LEIBOVITZ -

Peccato che l'intervista si potesse fare solo al telefono. Avrei voluto parlarci più a lungo e vis-à-vis con la signora Alison Hewson. Una che tiene in piedi, dal 1982, un matrimonio con uno scalmanato che passa la vita a gridare negli stadi, in mezzo a fan vocianti e tutte molto disposte all'equivoco sul titolo di canzoni come All I Want Is You che, in realtà, è dedicata proprio ad Alison, ecco, una donna così dovrebbe istituire dei corsi per le altre mogli.

Ma Alison, detta Ali da tutti, è riservatissima. Quindi, che abbia posato per una campagna pubblicitaria è una sorpresa. La campagna è per il marchio Louis Vuitton, la foto è di Annie Leibovitz ed è stata scattata nel deserto del Kalahari, in Sudafrica. In caso non l'aveste riconosciuto, il tizio alla destra di Ali è suo marito Paul Hewson, cioè Bono Vox, padre dei loro quattro figli. Ali mi chiama dal cellulare mentre sta salendo su un aereo che la porta da Nizza a Dublino. «Tempo di tornare a casa», dice. «Ricomincia la scuola».

Una vita sottotraccia e adesso una campagna pubblicitaria in coppia. Come mai?

«Il momento giusto, il posto giusto. E una grande opportunità per Edun, l'azienda di abbigliamento che io e Bono abbiamo fondato e che, di recente, è stata acquisita al 49 per cento dal gruppo LVMH».

Lei e suo marito andate spesso in Africa per le vostre attività umanitarie. Ha dei luoghi del cuore?

«Difficile scegliere. Sono appena stata in Kenya. Amo molto il Madagascar. Ho da poco conosciuto anche l'Uganda, che si sta riprendendo da un ventennio di guerra civile. Ogni viaggio in Africa è un'esperienza totale e profonda, ogni Paese ha così tanto da offrire a noi del Nuovo Mondo».

L'intervista completa la troverete sul num. 36 di Vanity Fair in edicola dall'8 settembre

>> GUARDA LA GALLERY "BONO VOX E GLI U2"

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