Negramaro: «Siamo legati da amore platonico»

19 ottobre 2010 
<p>Negramaro: «Siamo legati da amore platonico»</p>
PHOTO ROXANNE LOWIT - COURTESY OF VANITY FAIR

È basso, bruttino, e un po' cicciottello (come leggerete, lo dice lui stesso). Ma è il leader di quello che negli ultimi sei anni è diventato il più importante e popolare gruppo rock italiano: i Negramaro.
Giuliano Sangiorgi, 32 anni, il 16 novembre pubblicherà con i suoi cinque compagni - Emanuele Spedicato, Ermanno Carlà, Danilo Tasco, Andrea Mariano, Andrea De Rocco, tutti salentini come lui - il quarto album: Casa 69, che arriva a tre anni di distanza dall'ultimo lavoro, La finestra, e che il 29 ottobre sarà anticipato, nelle radio e nei negozi digitali, dal primo singolo, intitolato Sing-hiozzo. Tante le novità: il disco, che contiene 16 canzoni, è stato registrato a Toronto, in Canada, al Metalworks Studios di David Bottrill, il nuovo produttore artistico. Nell'inedito formato digitale iTunes Lp - mai realizzato prima da artisti italiani - Casa 69 avrà due brani in più, Lacrime e Comunque vadano le cose (Scusa Mimì), oltre a nuovi filmati, foto, testi. Quello di Sing-hiozzo, inoltre, è il primo video musicale mai girato in 3D in stereoscopia.

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Negli ultimi due anni, tranne che per la colonna sonora del film di Michele Placido Vallanzasca - Gli angeli del male, siete spariti: che fine avete fatto?
«Ci siamo fermati per riflettere, scambiarci energie, ritrovarci. Non lo facevamo da dieci anni, e questi per noi sono stati anni molto densi e veloci».

Anche troppo?
«Direi di no. Però avevamo bisogno di fare i conti con la memoria, metabolizzare gli eventi, capire meglio quello che ci era successo. Siamo andati a vivere insieme, abbiamo preso un grande casale a Baganzola, vicino a Parma, con quattordici stanze. È una specie di factory dove ospitiamo anche altri artisti di passaggio. Il titolo Casa 69 si riferisce proprio al civico del nostro rifugio ».

E in questo rifugio che ruolo hanno le donne?
Ermanno Carlà: «Con il tempo c'è stata una bella scrematura. Adesso intorno a noi c'è solo chi condivide davvero il nostro stile di vita. Anche perché - lo dico tranquillamente - fra di noi esiste un amore platonico». Giuliano Sangiorgi: «Le persone che si avvicinano a noi sanno che amarci vuol dire amare anche quello che c'è fra noi sei. Per noi non è un lavoro, non è una scelta di vita, e nemmeno una vocazione. È così. È un'urgenza».

In questi anni avete mai corso il rischio di perdervi?
«Ci ha aiutato il fatto di essere stati sempre insieme, e di avere attraversato insieme tanta gavetta. Non abbiamo mai dimenticato chi siamo e da dove veniamo. Se il successo che hanno avuto i Negramaro lo avessi avuto da solo, mi sarebbe scoppiato il cervello. La mia fortuna è avere loro, la fortuna di tutti è avere gli altri cinque. Ci diciamo tutto. Litighiamo spesso. Ci fa bene».

Mai stati sul punto di sciogliervi?
«Mai nessuno ha pensato di uscire dal gruppo».

La lezione più importante di questi anni?
«La magia del rapporto con il pubblico. Quando c'è qualcosa da dire, e c'è chi recepisce, tutto è possibile. Anche il successo di un gruppo che viene da un paesino del Sud, con un cantante basso, bruttino e un po' grassottello. Quante volte ci siamo sentiti dire: "Non ce la farete mai"».

Vi siete presi tutte le rivincite?
«Ce ne siamo sempre fregati. Volevamo fare musica che scuotesse gli animi, e questo abbiamo fatto».

Un ventenne che cosa vede in voi Negramaro?
E.C.: «Gente che va dritta per la sua strada. Io, personalmente, se non ci fosse stato il gruppo mi sarei sentito fuori dal mondo. Prima non riuscivo nemmeno a comunicare con la mia famiglia. Il gruppo ha dato un senso alla mia vita».

Quando andrete in tour?
«A fine inverno, inizio primavera. Per noi è molto importante suonare dal vivo. È lì che abbiamo costruito il nostro rapporto con il pubblico. Pur di preservarlo, abbiamo rinunciato a far esplodere il prezzo dei biglietti. Per La finestra Tour un'entrata costava 18 euro, molti al nostro posto come minimo sarebbero saliti a 50, ma poi? Il futuro? Il nostro è un pubblico esigente, attento».

L'intervista completa su Vanity Fair n.42/2010 in edicola da mercoledì 20 ottobre

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RISULTATI
Gianluca 76 mesi fa

Giusto una doverosa precisazione. Il primo video italiano girato in 3d è Wild dogs run degli Hollowblue e Sukie Smith. Girato nel luglio del 2010 e vincitore a ottobre al 3D Fil Festival di Hollywood, proiettato al Capalbio Cinema ShortFilm e premio speciale al prossimo MEI. Grazie. www.acupinthegarden.com/newsletter/03.html

marianna 76 mesi fa

finalmente!!...non vedo l'ora di sing.hiozzare!!....però di biglietti a 18 euro neanche l'ombra, forse costava 20/23 quello del (mio) primo concerto ad assago...vabbè,spesi bene sempre&comunque!

chiara 76 mesi fa

mi siete mancati tantissimo.... bentornati!!! non vedo l'ora di venire al prossimo concerto!!

Roa89 76 mesi fa

Effettivamente l'ingresso era di 30 non di 18, ma tutti comunque meritatissimi...fantastici!!!!!

lisa 76 mesi fa

bentornati! l'amore platonico che vi unisce duri per sempre..così anche noi continueremo a godere della magia della vostra musica!

eli 76 mesi fa

i migliori in assoluto e basta!!

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