Zucchero: «Bono, scusa se ti ho fatto piangere»

02 novembre 2010 
<p>Zucchero: «Bono, scusa se ti ho fatto piangere»</p>
PHOTO ANDY EARL - COURTESY OF VANITY FAIR

«Non c'è niente di bello nell'invecchiare, ma almeno riconosci le cose e le persone vere». Il bluesman nazionale racconta i pregi dell'età pensionabile, quella in cui sei libero, ma non scappi più. E invece di litigare, sorridi. Come gli hanno insegnato le lacrime di Mr. U2

Che cosa vuol dire Chocabeck?
«Chocabeck, in dialetto, è il becco che fa rumore. Ed è quello che mi diceva mio padre quando la domenica, dopo pranzo, mi aspettavo un dolce che a volte c'era e a volte no, perché i soldi erano quelli che erano. E quando non c'era, lui, per non farmi rimanere male, mi diceva che c'era il chocabeck. Io mi immaginavo che il chocabeck fosse una torta di cioccolato e invece non era niente. Ma non ero triste perché quell'invenzione di mio padre mi sembrava, già allora, un gesto d'amore».

C'è un'altra parola misteriosa nel disco: spicinfrin.
«Spicinfrin me lo diceva sempre mia nonna Diamante. Vuol dire ragazzino carino, ma selvatico. Come ero io. Tutti questi ricordi messi insieme e tradotti in musica, mi hanno fatto venire fuori un suono nuovo, che non è rock e non è soul, ma è quello che io chiamo "il suono della domenica", la melodia del mio paese, dall'alba al tramonto, in un giorno di festa. La settimana è casino, la domenica è pace: campane che suonano, vociare di chiacchiere, risa di bambini, i vecchi che dicevano che è un peccato morire, ma non perché stavano male, perché stavano bene. Io quei rumori non li sento più, la domenica sembra diventata un giorno come un altro e a me manca quella musica serena e sospesa».

È una nostalgia nuova, questa, per lei?
«Per tanto tempo sono stato incazzato. Adesso sto meglio, a parte gli attacchi di panico che arrivano quando meno me lo aspetto».

Ha spesso questi attacchi di panico?
«Non spessissimo, e ho imparato a conviverci. Prima non sapevo neanche cosa fossero e credevo davvero di morire. Mi vengono quando succede qualcosa che mi tocca emotivamente, oppure anche prima di salire sul palcoscenico, e lì e durissima».

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