La doppia vita di Eros

09 novembre 2010 
<p>La doppia vita di Eros</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Commendatore come va?
«Ce l'ha con me?».

Direi di sì
«Mi sa tanto che la spilletta da commendatore l'ho buttata. O forse l'ho persa. A casa non ce l'ho. E nemmeno in ufficio. Non è che ste onoreficenze mi facciano impazzire».
Rieccolo Eros Ramazzotti, capace di vendere 50 milioni di copie di dischi in mezzo mondo restando il bravo ragazzo di sempre, capace di riempire gli stadi e fare gaffe come quando a Sanremo, nel 2006, Gianni Letta gli consegnò la croce e lui sbottò: «Ammazza quanto è brutta!». Il 22 maggio pubblica un nuovo album: Ali e radici. Registrato a Los Angeles, contiene undici canzoni scritte con Adelio Cogliati e Claudio Guidetti, e sarà venduto con un libretto di 64 pagine nelle quali Eros è ritratto da Bruce Weber, maestro americano della fotografia.

Ci incontriamo nel suo studio milanese. Dopo l'ormai consueta verifica delle pancette (tirava il fiato ma ha perso), cominciamo. E' il 29 aprile, sono le 17, e fuori diluvia.

Perché il suo nome non compare fra i tanti -Morgan, Giorgia, Ligabue, Renga, Max Pezzali, J-Ax - che hanno registrato una canzone , aderendo in favore dell'Abruzzo di Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro?
«Questa è una storia che non mi è piaciuta per niente. All'invito di Lorenzo ho subito risposto che, avendo un disco nuovo in uscita, dovevo rinunciare per una questione di buon gusto. Non volevo che qualcuno pensasse: ecco, si fa vedere lì per vendere di più».

Che cosa non le è piaciuto?
«Mesi fa, Lorenzo era impegnato a partecipare a un mini
filmdove tanti amici avrebbero dovuto parlare di me. Un intervento breve, per un progetto che uscirà poco dopo l'album. All'improvviso si è tirato indietro. L'ho chiamato sul cellulare, ho trovato solo la segreteria. E' sparito. Che non sarebbe più venuto me l'ha fatto dire dal suo manager. E a me è sembrata un po' unaritorsione. Ma sembra che adesso ci stia ripensando».

Per i terremotati farà qualcosa?
«Un concerto entro l'anno. Ma voglio sapere con precisione a chi andranno i soldi dell'incasso e a che cosa serviranno. Di cinismo ne ho visto troppo. Mi ha dato veramente fastidio il Tg1 che il giorno dopo la tragedia si è vantato di aver fatto grandi ascolti. E non condivido la fretta dei miei colleghi».

Si spieghi meglio.
«Prima volevano registrare un pezzo di Lehonard Cohen, ma non hanno avuto i diritti, così ne hanno scelto uno di Mauro Pagani vecchio di cinque anni (la canzone Domani ndr). Che bisogno c'era di correre? Per far vedere che si è presenti? La gente d'Abruzzo avrà bisogno di aiuto ancora a lungo. Se avessero aspettato un po' tra qualche mese avrebbero messo in piedi un'operazione più bella, e quindi più utile alla causa. E poi, con la fretta, si corre il rischio di imbarcare qualche furbo che negli ultimi trent'anni ha fatto poco o niente. In America, nel 1985, hanno registrato We are the World. Ma c'erano Bruce Springsteen, Tina Turner, Bob Dylan, Stevie Wonder, Ray Charles, Michel Jackson, Paul Simon, Billy Joel...».

Le piace invece l'iniziativa di Laura Pausini? Un concerto di sole donne per l'Abruzzo, il 21 giugno 2009 a Milano?
«Molto. Un'idea mai vista prima».

Se la dovessero invitare come guest star?
«E che so' una donna, io?».

CONTINUA

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