Dopo questa intervista, ho chiamato dieci amici e colleghi - di
stretta osservanza eterosessuale - e ho chiesto loro se le sorelle
Paola & Chiara, le due cantanti milanesi di Amici come
prima (con la quale, nel 1997, vinsero il Festival di Sanremo
nella categoria Giovani), Vamos a bailar, Viva el
amor, Kamasutra e via dicendo, stuzzicassero in
qualche modo le loro fantasie erotiche. Tranne uno, un po' snob,
che per qualche secondo ha fatto finta di non sapere nemmeno chi
fossero, tutti hanno risposto di sì. E tutti, più o meno, hanno
fatto commenti poco eleganti, quando ho raccontato quello che state
per leggere.
Ma andiamo per ordine. Il 9 settembre Paola & Chiara hanno
pubblicato il settimo album della loro carriera,
Milleluci, nove nuove canzoni anticipate nelle ultime
settimane dai singoli Pioggia d'estate e
Milleluci, il primo in assoluto a uscire in Italia con la
copertina in 3D (nell'edizione deluxe, in allegato, ci sono anche
gli occhialini). Alla vigilia di un lungo tour promozionale che le
porterà in tutt'Italia, le ho incontrate in un albergo del centro
di Milano, a pochi metri dalla sede della Carosello Records, la
loro nuova casa discografica.
Truccate, occhialoni da sole e tacchi altissimi, le ho trovate
molto determinate. Paola, la bruna, ha 36 anni; Chiara, la bionda,
37.
Da più di tre anni circola la voce di una vostra
separazione artistica: è vera o falsa?
Chiara: «Per un po' di tempo una separazione artistica
c'è stata: abbiamo lavorato a due progetti personali (nel 2007
ha pubblicato il singolo Nothing At All, nel 2009 sua
sorella ha "risposto" con Alone, ndr) che ci hanno aiutato a
sentirci più autonome come persone. Negli ultimi anni sono successe
tante cose, alcune molto dolorose, che ci hanno fatto mettere in
discussione tutto, anche il nostro sodalizio».
Che cosa è accaduto?
Paola: «Innanzitutto va detto che dal 1997 in
poi non ci siamo mai fermate. Abbiamo lavorato troppo, senza
pensare più di tanto a noi stesse. Chiuse come eravamo nel nostro
mondo fatto solo di musica, abbiamo idealizzato in maniera immatura
il nostro rapporto. Per noi, vivere in simbiosi era quasi naturale.
Invece non era così. E non è stato facile capirlo».
Il problema maggiore qual è stato?
Chiara: «Non parlarsi. E siccome non siamo le
sorelle del Mulino Bianco, siamo finite ad avere divergenze su
tutto».
Chi è la più «barricadera»?
Paola: «Chiara. Io sono fumantina, però mi passa subito.
Lei è incazzosa, e non le passa mai».
Chiara: «Forse ha ragione. Di sicuro siamo
complicate».
C'è stato un episodio in particolare che ha causato la
rottura?
Chiara: «La nostra crisi è cominciata all'inizio del
2007, quando ho preso la decisione di pubblicare la canzone
Nothing At All, i cui proventi sono andati in beneficenza
per il Malawi. Avevo appena iniziato a studiare kabbalah e volevo
una maggiore consapevolezza, più responsabilità, nuovi equilibri.
Avevo appena mollato un fidanzato che si drogava pesantemente e non
l'avevo capito. Ero davvero giù. E i fan mi davano anche della
traditrice...».
Paola: «Per me non fu facile. Non mi erano chiari i
motivi della sua scelta. Io ancora mi identificavo al cento per
cento con le parole di Sempre e per sempre di De Gregori,
che avevo attaccato in camera da ragazzina, quella canzone che
faceva: "Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai". E poi
era appena finita la storia d'amore più importante della mia vita
ed ero a pezzi, pronta per la terapia. Non ci siamo parlate per
quattro mesi. Fino a quando...».
L'intervista completa la trovate sul n. 45/2010 di
Vanity Fair in edicola da mercoledì 10 novembre.