PHOTO SABINA DE CONCILIIS - COURTESY OF VANITY FAIR
«Ho un appuntamento con Lola Ponce: è arrivata?». «Non mi pare.
L'avrei riconosciuta di certo», risponde il maître del ristorante
di piazza del Popolo.
Invece Lola è lì da mezz'ora. Mimetizzata tra i turisti seduti
all'aperto, sta mangiando prosciutto e melone. Più tardi, durante
l'intervista, le chiederò di cantare per me qualche strofa da
registrare e mettere online sul nostro sito. Lei si alzerà in piedi
- pantaloni aderenti di pelle nera strappati sulle cosce - e
intonerà brani di varie canzoni. La sua voce potente farà voltare
tutti. E allora, sì, la riconosceranno. Si narra che Riccardo
Cocciante, quando nel 2002 le fece il provino per Notre Dame de
Paris, il grande musical che avrebbe lanciato la carriera di
Lola in Italia, restò senza parole: solo quella sconosciuta ragazza
argentina poteva essere Esmeralda.
Nel 2008 è arrivata la vittoria a Sanremo - la prima e unica di
una straniera nella storia della manifestazione - assieme a Giò di
Tonno con una canzone, Colpo di fulmine, scritta da Gianna
Nannini. Nel 2009, un doppio debutto: quello televisivo, come
conduttrice (in coppia con il Mago Forest) del programma della
Gialappa's Mai dire Grande Fratello Show; e quello
cinematografico, come attrice e interprete della colonna sonora di
Polvere. Quest'anno è tornata al musical in una versione
moderna dei Promessi sposi (interpreta la monaca di
Monza), che dopo il debutto quest'estate a San Siro sarà al Teatro
Arcimboldi di Milano fino al 30 dicembre.
Mentre si prepara a lanciare il suo nuovo disco in Argentina e
persino una linea d'abbigliamento, dal 17 la vedremo di nuovo al
cinema: il film, La bellezza del somaro, è diretto e
interpretato da Sergio Castellitto, e tratto da un soggetto di sua
moglie Margaret Mazzantini; Lola è un'argentina che porta
scompiglio nella vita della coppia al centro della vicenda
(Castellitto, appunto, e Laura Morante).
Musica, televisione, cinema. Che cosa vuol fare da
grande?
«La mia passione è la musica. Sono stata fortunata:
giganti come Gianna Nannini, Riccardo Cocciante, Renato Zero,
persino Sinéad O'Connor hanno scritto canzoni per me. Ma era
arrivato il momento di trasformarmi in cantautrice. In Italia il
mio nuovo disco uscirà a febbraio. Si chiamerà Desnuda, perché nei
testi mi metto a nudo, racconto tutto di me».
In italiano o in spagnolo?
«Metà e metà. Una si chiama Italia ti amo ed è dedicata al vostro
Paese, non solo per le opportunità professionali che mi ha dato in
questi ultimi dieci anni, ma anche perché mio nonno era
italiano».
Per sei anni di italiano ha avuto anche un fidanzato,
Emanuele Malenotti, imprenditore di abbigliamento e proprietario
del marchio Belstaff. Ma della vostra storia si è sempre saputo
poco: qualcuno ha persino messo in dubbio che fosse
vera.
«Lo era, ma la scorsa primavera è finita».
Perché?
«Non per la "lontananza", come qualche giornale ha scritto: io vivo
tra l'Italia, l'Argentina e la Spagna, ma questo non è mai stato un
problema. Semplicemente, non era l'uomo giusto».
L'intervista completa è sul n. 49 di Vanity Fair in
edicola da mercoledì 8 dicembre.