Lola Ponce: «Mi trasformo in cantautrice (desnuda)»

04 dicembre 2010 
<p>Lola Ponce: <span>«Mi trasformo in cantautrice
(desnuda)»</span></p>
PHOTO SABINA DE CONCILIIS - COURTESY OF VANITY FAIR

«Ho un appuntamento con Lola Ponce: è arrivata?». «Non mi pare. L'avrei riconosciuta di certo», risponde il maître del ristorante di piazza del Popolo.
Invece Lola è lì da mezz'ora. Mimetizzata tra i turisti seduti all'aperto, sta mangiando prosciutto e melone. Più tardi, durante l'intervista, le chiederò di cantare per me qualche strofa da registrare e mettere online sul nostro sito. Lei si alzerà in piedi - pantaloni aderenti di pelle nera strappati sulle cosce - e intonerà brani di varie canzoni. La sua voce potente farà voltare tutti. E allora, sì, la riconosceranno. Si narra che Riccardo Cocciante, quando nel 2002 le fece il provino per Notre Dame de Paris, il grande musical che avrebbe lanciato la carriera di Lola in Italia, restò senza parole: solo quella sconosciuta ragazza argentina poteva essere Esmeralda.
Nel 2008 è arrivata la vittoria a Sanremo - la prima e unica di una straniera nella storia della manifestazione - assieme a Giò di Tonno con una canzone, Colpo di fulmine, scritta da Gianna Nannini. Nel 2009, un doppio debutto: quello televisivo, come conduttrice (in coppia con il Mago Forest) del programma della Gialappa's Mai dire Grande Fratello Show; e quello cinematografico, come attrice e interprete della colonna sonora di Polvere. Quest'anno è tornata al musical in una versione moderna dei Promessi sposi (interpreta la monaca di Monza), che dopo il debutto quest'estate a San Siro sarà al Teatro Arcimboldi di Milano fino al 30 dicembre.
Mentre si prepara a lanciare il suo nuovo disco in Argentina e persino una linea d'abbigliamento, dal 17 la vedremo di nuovo al cinema: il film, La bellezza del somaro, è diretto e interpretato da Sergio Castellitto, e tratto da un soggetto di sua moglie Margaret Mazzantini; Lola è un'argentina che porta scompiglio nella vita della coppia al centro della vicenda (Castellitto, appunto, e Laura Morante).
Musica, televisione, cinema. Che cosa vuol fare da grande?
«La mia passione è la musica. Sono stata fortunata: giganti come Gianna Nannini, Riccardo Cocciante, Renato Zero, persino Sinéad O'Connor hanno scritto canzoni per me. Ma era arrivato il momento di trasformarmi in cantautrice. In Italia il mio nuovo disco uscirà a febbraio. Si chiamerà Desnuda, perché nei testi mi metto a nudo, racconto tutto di me».
In italiano o in spagnolo?
«Metà e metà. Una si chiama Italia ti amo ed è dedicata al vostro Paese, non solo per le opportunità professionali che mi ha dato in questi ultimi dieci anni, ma anche perché mio nonno era italiano».
Per sei anni di italiano ha avuto anche un fidanzato, Emanuele Malenotti, imprenditore di abbigliamento e proprietario del marchio Belstaff. Ma della vostra storia si è sempre saputo poco: qualcuno ha persino messo in dubbio che fosse vera.
«Lo era, ma la scorsa primavera è finita».
Perché?
«Non per la "lontananza", come qualche giornale ha scritto: io vivo tra l'Italia, l'Argentina e la Spagna, ma questo non è mai stato un problema. Semplicemente, non era l'uomo giusto».

L'intervista completa è sul n. 49 di Vanity Fair in edicola da mercoledì 8 dicembre.

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