Kesha: «Un anno pieno di cose selvagge»

03 dicembre 2010 
<p>Kesha: «Un anno pieno di cose selvagge»</p>
PHOTO COURTESY SONY MUSIC

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Giacca con collo di peluche, T-shirt, leggings neri, scarpe da ginnastica, piercing al naso, canino fasciato d'oro «perché mi sento gangster», mani pasticciate di pennarello nero, Ke$ha sta con la schiena appoggiata a un bracciolo della poltrona e gambe accavallate sull'altro, scomposta come solo una sedicenne sa essere, perché Ke$ha, anche se di anni ne ha 23, ha ancora i vezzi - strizzatine di occhi, faccette, fossette, sorrisetti, schiocchetti di lingua - di una che ha appena smesso di essere una bambina.

Animal, il suo album d'esordio, uscito lo scorso gennaio, ha venduto 2 milioni di copie e ha trasformato la sua vita in un batter di ciglia: «buio pesto-nessuno mi capisce» prima, «rosa luccicoso-sono una star» subito dopo.

 

Due dischi, un tour, un successo mondiale. Tutto in meno di 12 mesi.
«Un anno pazzesco, pieno di cose selvagge».

Tipo?
«Salire su un aereo, cantare due canzoni, riprendere un aereo e tornare a casa. Incontrare un ragazzo che si è fatto tatuare la mia faccia».

Rituali da tour?
«Prima di salire sul palco, le ballerine e io ci cospargiamo di crema e di glitter e ci diamo il cinque battendo i culi invece delle mani».

Lei per i brillantini ha una vera e propria fissazione. Da dove arriva?
«Li adoro fin da quando avevo tre anni. Ci vogliono giorni per levarteli dalla pelle, e ogni volta che tocchi qualcuno gliene lasci un po' addosso: è il mio modo per marchiare il territorio».

Nelle sue canzoni parla di uomini in modo piuttosto esplicito. Le piace la parte della bad girl?
«Parlo degli uomini esattamente come gli uomini parlano delle donne. Lo faccio in modo ironico, ma la gente prende tutto sul serio. Io voglio solo far ballare e far divertire le persone».

L'intervista completa la troverate sul numero 49 di Vanity Fair, in edicola dall'8 dicembre

 

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RISULTATI
poisonman 72 mesi fa

le minchiate?

Daniel 72 mesi fa

Mah, io non ci vedo molta differenza tra una sedicenne e una ventenne, se non che le sedicenni sono spesso più mature delle ventenni, poi siccome l'idea di avere raggiunto l'arbitrario e inutile stadio dei 18 anni fa credere loro di poter far tutto irresponsabilmente e senza conseguenza diventano più sceme con l'età, come dimostrano i politici. E poi non è che una smette di essere bambina a 16 anni, ma parecchio prima e non è che i 20 enni (ma questo anche negli anni 70 o 80) debbano per natura essere come dei pensionati, annoiati e fintamente seri; è normale che abbiano l'energia e l'entusiasmo di un adolescente, infatti sarebbe augurabile mantenere quella carica vitali anche a 50 anni.

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