Stromae: «Se sei felice o disperato, balli. Alors on dance»

04 giugno 2010 
<p>Stromae: «Se sei felice o disperato, balli. <em>Alors on
dance</em>»</p>

Liriche malinconiche, che parlano della società; musica ipnotica, energetica e ritmata: sono questi gli ingredienti di Alors on danse, nuovo tormentone firmato Stromae, al secolo Paul Van Haver, 25 anni, belga di origini ruandesi. Maglioncino, papillon e sul palco solo un Mac, il musicista sta per uscire con un album, Cheese, in vendita dal 21 giugno.

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Lei è in cima alle classifiche con un brano dal ritmo dance, ma in Alors on dance ci sono frasi come Et la tu t'dis que c'est fini car pire que ça ce serait la mort
«Sì, dico Peggio di così c'è solo la morte. Quello che racconto è l'atteggiamento che ha tanta gente quando esce la sera: sempre sorridente, una bella maschera sul volto… Non è tutto così felice, c'est la vie: io vedo della tristezza, vedo che per dimenticare i nostri problemi ci balliamo sopra».

Stromae suona un nome davvero ricercato eppure è solo l'anagramma di maestro. Cosa vuole insegnare, e a chi?
«Per il lancio del disco il mio manager mi ha suggerito di fare delle clip per raccontare la mia vita -sa, mi sono laureato in cinema- ma io non ho l'esistenza di un 50 Cent o di uno Snoop Dog, non sono un divo e la mia vita non è quella di una star: la mia vita è fatta di musica».

Quindi?
«Ho pensato a cosa mi potesse corrispondere di più e mi è venuto in mente il professore. La parola Maestro è un retaggio dei miei studi di musica classica, c'è più gioco che presunzione. Nei miei inconsueti video-tutorial faccio e voglio insegnare a fare musica con poche cose, per esempio con un piccolo computer».

Gli artisti generalmente sono gelosi dei loro segreti...
«Mostro a tutti il mio lavoro perché quello dell'artista è nell'orecchio, non nel programma che si utilizza, né tanto meno nei suoni. Il suono che ho utilizzato, lo puoi sentire alla radio, lo puoi sentire ovunque se anche ti mostro come è nato, non me lo puoi "rubare" perché il lavoro dell'artista sta nel trovare e saper creare cose nuove, far lavorare immaginazione e orecchio».

Ok, allora cos'è che rende unico Stromae?

«Mi sento un trait d'union tra la musica anni '90, l'hip hop e la canzone. Ho battezzato il mio genere Nouvelle chanson, da New Beat e da Chanson e anche dal rap. Quello che faccio è mescolarli con gli strumenti tecnici dell'elettronica»

A proposito di elettronica. Non si sente solo sul palco, accompagnato da un computer anziché da una band?
«In effetti non è normale presentarsi solo con un computer, ma è così che si fa all'incirca la metà della musica pop oggi. Si arrangiano delle note, si lavora con i suoni sulla macchina e la melodia che ne viene fuori non è meno buona o meno credibile per il solo fatto di uscire da un computer: smettetela, è musica».

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RISULTATI
Tommy 78 mesi fa

Bravi! Complimenti per l' intervista...

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