Christina Aguilera: «Mio figlio Max  è la mia fonte di ispirazione»

 
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PHOTO ALIX MALKA - COURTESY SONY MUSIC

L'8 giugno uscirà il suo nuovo album Bionic -anticipato dal singolo Not Myself Tonight. Christina Aguilera si è reincarnata nell'ennesima mutazione, questa volta sado-chic-patinata, della sua carriera. Che è iniziata quando, tredicenne, entrò nel cast del Mickey Mouse Club, in onda su Disney Channel, assieme a Britney Spears e Justin Timberlake. E che è continuata con il successo di Genie In A Bottle nel 1999 (look acqua e sapone), l'album Stripped del 2002 (per il quale scelse di indossare i famosi pantaloni strategicamente mancanti del lato posteriore), passando - nel 2006 - alla musica più sofisticata e rétro Back To Basics (con corrispondente cambio di guardaroba e di make-up).


«Non facevo un disco così fun-pop da molti anni. Il mio nuovo album è dedicato a mio figlio Max. E c'è una canzone in particolare, All I Need, che per me è il punto focale di tutto il disco, e che ho scritto proprio pensando a lui. È una sorta di ninna nanna, un pezzo molto "crudo", senza nessun suono elettronico. Parla della sensazione di essere incinta e della bellezza di scoprire il tuo corpo che cambia e sentire il tuo bambino dentro di te».

È la canzone che Max ama di più?
«In questo momento la sua preferita è Not Myself Tonight. "Mettiamo su la canzone della mamma", dice, e poi comincia a girare e ballare per la stanza, urlando "Get Crazy, Get Crazy"».


Lei sognava di diventare una cantante fin da bambina. Che effetto le farebbe se suo figlio volesse fare lo stesso in un'età altrettanto precoce?

«Sarei felice per lui. Amo la mia vita, e credo che sia un grande dono potersi esprimere come artisti. Lo aiuterò e lo appoggerò qualunque cosa decida di fare, creativa o no».

Oltre che al nuovo disco, di recente ha lavorato anche a un film, Burlesque, che dovrebbe uscire nelle sale all'inizio del prossimo anno.
«È la storia di una ragazza dell'Ohio, sua madre è morta quando era molto giovane, è rimasta a prendersi cura della nonna. Ma quando anche la nonna muore, decide di andare a inseguire i propri sogni. Così si trasferisce a Los Angeles, dove finisce a lavorare in un club, Burlesque appunto. Cher interpreta la proprietaria del locale».


L'intervista completa su Vanity Fair n. 22/2010 in edicola da mercoledì 2 giugno

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