Scissor Sisters: «Allo spettro dell'AIDS rispondiamo con la gioia del sesso e della dance»

14 giugno 2010 
<p>Scissor Sisters: «Allo spettro dell'AIDS rispondiamo con la
gioia del sesso e della dance»</p>

A quattro anni dall'ultimo album, Ta-dah, spinto dalla hit tormentone I don't feel like dancing, la band elettro-glam e gay friendly (a partire dal nome, che in slang americano richiama l'universo lesbo) torna con un album dance  - Night Work, in uscita il prossimo 28 giugno per Universal - che, tra ritmo ed erotismo, è un (personalissimo) inno alla gioia.

Quattro anni di silenzio. Cosa l'ha rotto?
JAKE SHEARS - «Una laurea in divertimento a Berlino!»

In che senso?
JAKE SHEARS - «Me ne sono andato, lontano dalla band, dal fidanzato, dalla casa, dallo studio, libero in un posto lontano. Nessuno sapeva dove fossi, neanche le persone più care. E' stata una sensazione di libertà che non provavo da tanto tempo. Potevo fare tutto quello che volevo, dal prendere una bicicletta e girare la città all'uscire tutte le sere, scoprire nuovi dj, incontrare nuovi amici, nuovi musicisti. E' stato un periodo stupefacente, e non avevo il biglietto di ritorno, non sapevo quando sarei tornato indietro.
A Berlino qualcuno mi ha dato l'idea, un amico di vecchia data che non vedevo da molto tempo. L'album è stato scritto davvero rapidamente con moltissima ispirazione, eccitazione: è stato molto divertente ed è stato proprio come volevo che fosse...»

Un album notturno, sessualmente esplicito. A partire da un titolo che non lascia dubbi
JAKE SHEARS - «Il titolo Night Work induce a pensare si parli solamente di vita notturna, ma il discorso è molto più profondo...»

DEL MARQUIS- «L'esaltazione del clubbing è solo un aspetto: in Night work c'è tutto quello che vivono le persone quando scende la notte»

JAKE SHEARS - «... Il sesso, in primis!»

In che modo il sesso permea il progetto?
JAKE SHEARS - «I party berlinesi, con la loro musica dance e l'atmosfera in pista, mi hanno riportato indietro agli anni '70 e '80, gli anni in cui esplodeva il movimento femminista per le donne e quello di liberazione da parte dei gay, quando tutti facevano coming out, come Harvey Milk, e questo si rifletteva su tanti ambiti... Era un'epoca in cui tutti esprimevano una sessualità intensa e libera ed era bello»

Ma poi arrivò l'AIDS...
DEL MARQUIS - «Con la costante associazione del sesso e della sessualità a qualcosa di oscuro, legato a un sentimento di paura, qualcosa dal quale fuggire, invece di qualcosa che dovrebbe essere gioioso e di cui avere rispetto. Con Night Work noi vogliamo connetterci con l'energia erotica degli anni 70/80 e cancellare le associazioni negative legate allo spettro dell'HIV celebrando il lato positivo dell'amore»

JAKE SHEARS - «Abbiamo anche ragionato su quello che siamo e dove stiamo andando, a cosa succederebbe se non provassimo l'enorme mancanza delle persone che non ci sono più. In ogni canzone c'è un equilibrio tra luci e ombre, gioia con un sottofondo di malinconia. In perfetta tradizione Scissor Sisters»

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