Scissor Sisters: «L'omosessualità fa ancora paura»

30 giugno 2010 
<p>Scissor Sisters: «L'omosessualità fa ancora paura»</p>

La promozione del nuovo album della band trova un ostacolo sulla rete: Facebook censura i banner con la cover , firmata da un maestro della fotografia ( Robert Mapplethorpe), ritenendo l'immagine inappropriata ed eccessivamente esplicita.
«In pubblicità siamo ossessionati dai fondoschiena delle donne, ma quando ad essere in copertina è un uomo allora è scandalo» ci aveva detto pochi giorni fa Ana Matronic durante un'intervista a Vanity People.

Per la copertina del nuovo album Night Work avete usato un'immagine di Robert Mapplethorpe, un maestro dell'erotismo...
ANA MATRONIC  - «Nella scelta del fotografo ci sono la volontà di evolversi stilisticamente e quella di esprimere qualcosa di forte che provi che eravamo Lady Gaga prima di Lady Gaga.
La foto mostra il fondoschiena di un uomo molto attraente. Al femminile è un'immagine comune: in pubblicità, ad esempio, ci sono molti sederi di donne. Eppure, quando è il lato B di un uomo a campeggiare in una copertina, è avvertito come "esplicito". L'omosessualità spaventa ancora.»

BABYDADDY - «Credo che questa cover sia destinata a dividere il pubblico: qualcuno la odierà, qualcuno la amerà. Io ricordo di averla odiata la prima volta che l'ho vista. C'è molta passione dietro questa foto, esprime un album coraggioso.»

 

A proposito di coraggio. Quanto ce ne vuole per fare coming out, oggi?
DEL MARQUIS- «Meno di ieri. Pensa che mia sorella di 14 anni ha già fatto outing con i miei genitori! Prima, però, si è confidata con me. E' stato bellissimo perché l'ho trovata molto sicura di sé, ma soprattutto libera da tutti i pregiudizi e le associazioni negative che hanno accompagnato la mia generazione. Lei ne ha preso coscienza e basta. Sono molto orgoglioso di lei, ma anche del mio lavoro se contribuisce a far crescere una generazione libera da paure e sentimenti di negatività legati all'omosessualità.»

JAKE SHEARS- «Quello che dice Del è vero, almeno per gli Stati Uniti. Credo però che molti ragazzi, soprattutto lontano dalle grandi aree metropolitane, continuino a crescere pieni di paure, ecco perché spero di costituire, anche e soprattutto come band, un punto di riferimento, un modello, quello che ho sempre cercato e che non ho mai trovato...»

A cosa si riferisce?
JAKE SHEARS- «Quando da teenager ho fatto outing con la mia famiglia e i miei erano inorriditi, io avevo paura dell'AIDS e cercavo dei punti di riferimento, anche in pop star che affrontassero il tema dell'omosessualità come lo facciamo noi, oggi. Adesso che la pop star sono io, spero di riuscirci!»

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