Zelig fa cento e diventa dantesco

18 gennaio 2010 

Sette, cento, sette. Questi i numeri della nuova edizione di Zelig, al via da domani sera su Canale 5.
Sette come le edizioni del programma comico in prima serata (la prima puntata in prime time infatti andò in onda su Italia 1 il 19 gennaio 2003); cento come i comici che con la puntata di domani sera hanno calcato il palcoscenico del programma, sette infine come i milioni di telespettatori (7 milioni 322mila per la precisione, per una share del 29%) che in media hanno seguito Zelig edizione numero sei.
La macchina ormai è ben oliata, con un blocco di autori, capitanati dai numi tutelari Gino & Michele, dietro le quinte e sul palco delle dieci puntate la coppia Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, impegnata a bisticciare, cantare, gestire le entrate e le uscite dei comici, ballare, improvvisare e così via.

Il cast «fisso» vedrà in campo Enrico Bertolino, Enrico Brignano, Paolo Cevoli, Gioele Dix, Giuseppe Giacobazzi, Leonardo Manera, Raul Cremona, Michele Foresta-Mago Forest e Gabriele Cirilli, Geppi Cucciari, Katia & Valeria e Debora Villa. In panchina le rivelazioni degli scorsi anni Ale e Franz, Ficarra e Picone, Checco Zalone.
In più sarà della partita un gruppo di «senatori»: Zuzzurro & Gaspare, Cochi & Renato, Gene Gnocchi e Paolo Villaggio, il quale ha voluto essere «provinato» come un qualsiasi esordiente. E siccome Bisio ha paragonato lo show a «un varietà degli anni Sessanta, Studio Uno per esempio» ci sarà l'orchestra dal vivo guidata da Paolo Jannacci e il corpo di ballo, formato da «vere ballerine, non abbiamo le Zelighine» tengono a sottolineare gli autori.

Considerando che a Zelig hanno raccolto quasi tutta la comicità italiana, quali assi mancano al mazzo?
«Gli irraggiungibili, per motivi politici, si chiamano Roberto Benigni, Beppe Grillo e Corrado Guzzanti. Vorremmo avere Luciana Littizzetto, ma per ora si trova bene a Raitre e contiamo, prima o poi di portare sul nostro palco Antonio Albanese» rispondono Gino & Michele.

L'onore e l'onere di essere il comico numero cento sul palcoscenico di Zelig toccherà a quest'anno a Maurizio Lastrico, «genovese e genoano» secondo le parole del direttore di Canale 5 Maurizio Donelli. Lastrico, 31 anni, di Sant'Olcese (provincia di Genova), descrive fatti della vita quotidiana in terzine incatenate, proprio come nella Divina Commedia.
Immaginatevi un Vittorio Gassman o un Giorgio Albertazzi che declamano endecasillabi sulla difficoltà di trovare parcheggio… e avrete Maurizio Lastrico.

Lastrico, lei è diplomato alla scuola di teatro dello Stabile di Genova, ha lavorato su testi di Shakespeare, Goldoni, Kafka… che ci fa a Zelig?
«Mi considero un attore con l'hobby della comicità, un gioco bello e liberatorio. Finita la trasmissione tornerò a fare Goldoni e Shakespeare. L'idea di usare il linguaggio e gli stili della Commedia è nata per caso, per esorcizzare una certa recitazione accademica. Alla scuola del Teatro Stabile i versi di Dante erano considerati un banco di prova formidabile, ma le mie parodie hanno avuto un tale successo che la mia insegnante volevo che le portassi come saggio finale».

E lei l'ha fatto?
«No, ho preferito qualcosa di più classico, un brano di Harold Pinter».

Di lei già si parla come del "nuovo Checco Zalone"…
«Un paragone che mi fa piacere, ma Zalone è un professionista sia come cabarettista sia come musicista, io sono ancora agli inizi, devo ancora crescere».

Zelig è registrata qualche giorno prima della messa in onda al Teatro degli Arcimboldi di Milano…
«Una platea di 2500 spettatori… impressionante. La prima volta volevo scappare, speravo che per qualche motivo la registrazione fosse rinviata, qualsiasi cosa pur di non affrontare quel muro di persone… poi si va in scena e tutto passa, tuttavia anche adesso non mi sembra vero».

Su Facebook esiste un gruppo Escludiamo Maurizio Lastrico da Facebook: ha già dei critici così feroci?
No, è uno scherzo di un mio amico che è anche mio autore. Fa leva sul fatto che sono un po' paranoico e temo tutti complottino contro di me… La cosa curiosa è che alcuni hanno scritto al gruppo prendendo le mie difese.

Un assaggio della performance di Lastrico?
«Eccolo: Il sol all'imbrunir lascia il suo seggio/ finito'l travagliar m'avvio a dimora/ ma giunto al mio quartier non v'è parcheggio/ Concentrico girar per quasi un'ora/ nemmanco scruto un posto a pagamento/ e già...BEEP! Rimandiamo a martedì sera» .

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).