Elena Sofia Ricci: «Ho "tradito" I Cesaroni. Per una buona causa»

24 gennaio 2010 
<p>Elena Sofia Ricci: «Ho "tradito" <em>I Cesaroni</em>. Per una
buona causa»</p>

E' una farfalla che vola di fiore in fiore, non solo per bellezza. Elena Sofia Ricci si definisce un'infedele, precisa subito. L'ultimo tradimento lo ha consumato "ai danni" di Canale 5, abbandonando la serie I Cesaroni (ci sarà solo nel primo dei nuovi episodi!) e approdando in Rai, al fianco di Massimo Ghini, nella miniserie Gli ultimi del Paradiso (su Rai uno in prima serata domenica e lunedì).
Due puntate per trattare l'argomento Lavoro da più punti di vista: un tema che a Elena Sofia Ricci sta molto a cuore. Dopo una serie di ruoli divertenti, con Gli ultimi del Paradiso affronta un problema grave per il Paese.

La Tv può aiutare a svegliare le coscienze?
«La Tv, soprattutto quella di Stato, deve almeno provarci. Il cinema ha già assunto una funzione civile: abbiamo bisogno di mobilitare tutte le nostre forze perché in Italia c'è un malcostume generale di cui ormai neppure ci accorgiamo».

Il direttore di Rai fiction, Fabrizio Del Noce, l'ha ringraziata per aver accettato una parte non da protagonista. Perché lo ha fatto?
«Sono io che ringrazio chi mi ha scelto. Ho aderito al progetto subito dopo aver letto la sceneggiatura perché è bello poter parlare in Tv di temi importanti come il lavoro, il precariato, le morti bianche e la meritocrazia. Questa miniserie li esplora tutti in maniera profonda e con sensibilità e io sono fiera di farne parte».

Sono temi che la toccano da vicino?
«A volte penso che non ci sia Paese meno meritocratico del nostro e me ne vergogno. Vanno avanti solo quelli che hanno i Santi in Paradiso o che trovano una scorciatoia, e poi occupano poltrone che spetterebbero a persone più preparate. Sono molto avvilita per il futuro delle mie figlie».

Emma e Maria hanno quattordici e cinque anni. Cosa spera per loro?
«Spero che abbiano una passione e che possano vivere di quella. Dato che passiamo l'80% della nostra vita lavorando, almeno che scelgano un mestiere in grado di appassionarle. Emma mi preoccupa un po', inizia a dare i primi segni di squilibrio... ».

Cioè?
«Vuole fare l'attrice. Non sono contraria, ma non la invidio. Ha due genitori ingombranti come me e Pino Quartullo e, sebbene la cosa possa avere qualche vantaggio, ho messo subito le cose in chiaro: deve studiare perché le scorciatoie non mi piacciono. Per ora fa danza e pianoforte, poi la iscriverò a un corso di dizione: quando parla sembra una romana dei teen movie, neanch'io la capisco più».

Nella sua carriera ha fatto molte rinunce per conciliare il lavoro con la famiglia? «Come tutte le donne che lavorano, ho cercato di trovare un equilibrio. Sono fortunata perché lavoro quasi dodici mesi l'anno, ma dato che ho messo sempre la famiglia al primo posto, ho dovuto fare delle scelte, come abbandonare I Cesaroni e rifiutare i ruoli che mi avrebbero costretta fuori Roma per periodi lunghi».

Può dirsi soddisfatta?
«Ho sempre lottato per non appartenere a nessuno, né a un genere né a un'azienda. Oggi mi rendo conto di essere fortunata perché ci sono riuscita».

In questi giorni si è tornati a parlare di bamboccioni. Lei lo è stata? E con le sue figlie è una mamma chioccia?
«Ho iniziato a lavorare a 19 anni, a 20 sono andata a vivere in 24 metri quadri in subaffitto. Oggi, da buona mamma italiana, vorrei che i miei figli non andassero mai via da casa, ma è una cavolata e mi rendo conto che il compito dei genitori è aiutare i figli a volare fuori dal nido. Certo, è più dura di qualche anno fa: i ragazzi non sono abituati ai sacrifici e la vita è più cara».

Se non avesse fatto questo mestiere, chi sarebbe oggi?
«Indipendentemente dal mestiere, se non lavorassi sarei una moglie, una donna e una mamma piena di frustrazioni, quindi insopportabile».

Invece è un'attrice sulla cresta dell'onda, pronta a tornare anche al cinema... «Faccio un cameo in Genitori & figli. Agitare bene prima dell'uso di Giovanni Veronesi. Dico un sacco di parolacce, ma pare che qualcuna, alla fine, l'abbiano tagliata. Poi ho una parte nell'ultimo film di Ferzan Ozpetek, Mine Vaganti. L'ho già visto anche se uscirà a marzo: si ride e ci si commuove come in tutti i film di Ozpetek e io non vedo l'ora che lui mi chiami per un altro film».

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