Claudio Casadio: dal palcoscenico al red carpet

25 gennaio 2010 
<p>Claudio Casadio: dal palcoscenico al red carpet</p>

Ci sono storie che si nutrono di immagini, mentre altre di intense emozioni. Per raccontare quest'ultime c'è bisogno di persone di grande intensità e Claudio Casadio, protagonista maschile de "L'uomo che verrà" (film di Giorgio Diritti sulla strage di Marzabotto), è una di queste.

Alla sua "prima volta" su un set cinematografico, dopo svariati anni passati sul palcoscenico (sia in Italia che all'estero), ci ha raccontato com'è stato ritrovarsi all'improvviso catapultato in questo nuovo mondo…

 

Com'è stato l'impatto con il set?
"Migliore di quanto pensassi, è stato come trovarmi in famiglia. Essendo abituato a recitare davanti ad un pubblico ho tenuto la troupe come mio referente, quindi non è stato difficile abituarmi a questa nuova situazione. L'unica difficoltà era legata alla location: abbiamo dovuto girare sulle colline, con il freddo e il fango. Comunque devo ringraziare Giorgio (Diritti) per avermi scelto addirittura per il ruolo di protagonista, perché è stato come andare all'università senza fare le superiori!"

"L'uomo che verrà" racconta un episodio molto doloroso della nostra storia. Che impatto emotivo ha avuto su di Lei?
"Io mi sono sentito subito legato a questa storia da un filo, non solo per il fatto che sono romagnolo ma anche perché sono cresciuto ascoltando i racconti di guerra dei miei genitori (mio padre è stato anche nei campi di concentramento) e per loro ero io 'l'uomo che verrà'."

Il film ha partecipato al Festival Internazionale del Film di Roma (dove ha vinto anche due premi prestigiosi). Come si è trovato catapultato all'improvviso nel mood glamour del red carpet?
"Devo dire che l'ho trovato divertente e piacevole. Naturalmente, essendo la prima volta, non sapevo come muovermi ma sono già pronto per la prossima!"

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