Paolo Caiazzo: «La vita, che confusione»

17 febbraio 2010 
<p>Paolo Caiazzo: «La vita, che confusione»</p>

Torna per la sua terza edizione Made in Sud, il programma comico live di Comedy Central (canale 117 di Sky) che a partire da stasera alle 21 darà spazio a comici che con i loro personaggi porteranno sul palco luoghi comuni, vizi, virtù, abitudini dell'Italia in un continuo confronto tra Nord e Sud.

Realizzato all'interno del Tam di Napoli, fucina della tradizione comica partenopea, il programma è affidato a Gigi e Ross, conduttori anche della prima serata speciale, Ridiamoci Sud.

Dopo questa prima puntata di Made in Sud andrà in onda C'è confusione, spettacolo di Paolo Caiazzo, 43 anni il prossimo 10 ottobre, già protagonista in trasmissioni come Bulldozer, Zelig Off, Colorado Café.

Paolo Caiazzo, perché c'è confusione?
«Quello della confusione è un leit-motiv, un motivo conduttore dello spettacolo. La confusione ci accompagna dalla crescita, fin da quando siamo bambini e non capiamo il linguaggio degli adulti e poi con i primi contatti sociali. La confusione è un elemento costante dell'essere umano: come noi cresciamo cresce anche lei. Almeno un elemento che crei confusione nella nostra vita c'è sempre: nei rapporti umani, in quelli di coppia, nei mass media, anche nei foglietti esplicativi delle medicine, i bugiardini».

Lo spettacolo nasce per il palcoscenico: nel passaggio alla tv ha subito qualche adattamento o modifica?
«Lo spettacolo è stato registrato interamente dal vivo, quindi non ha subito nessuna modifica».

Chi è Tonino Cardamone, il suo personaggio simbolo?
«Un personaggio cui devo tutta la mia carriera artistica. Un pazzo che in apparenza sembra il più confuso di tutti e invece è il più lucido. Non a caso appare alla fine dello spettacolo, per tirare le somme con la disarmante onestà tipica dei bambini».

Ci sono differenze tra il lavorare in Rai o Mediaset piuttosto che sul satellite?
«Non direi. La differenza vera è tra teatro e televisione. Quando recito a teatro, nei miei monologhi cabarettistici, lo dico sempre all'inizio al pubblico: voi non avete il telecomando e io non ho solo tre minuti per uno sketch come in tv».

La realtà quotidiana, soprattutto in una città come Napoli, scavalca i comici?
«Ci sono politici che senza accorgersene ci rubano il mestiere, ma la verità è che il nostro mestiere, che è quello di far ridere, è diventato ogni giorno più difficile. Io mi salvo osservando la vita di ogni giorno, spesso le persone, soprattutto a Napoli, sono capaci di grandi invenzioni comiche. Per esempio qualche tempo fa, durante l'emergenza rifiuti, un vigile rimproverò un signore perché aveva gettato una bottiglia di vetro nel cassonetto della carta. E il signore gli rispose: vuol dire che ci faranno la carta vetrata».

Prossimi progetti?
«Un testo teatrale vero e proprio che debutterà al Teatro Augusteo a Napoli, dal titolo Tesoro non è come credi, ispirato al caso Marrazzo».

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