Tata Lucia: «Le regole, queste sconosciute»

25 febbraio 2010 
<p>Tata Lucia: «Le regole, queste sconosciute»</p>

Quando i bambini non rispettano i genitori interviene la Tata, immortalata dalla telecamere de La7 dal 2005.

Il primo appuntamento della nuova stagione di SOS Tata, in onda da questa sera, è con la famiglia Vitrani. Inviata sul campo, Lucia Rizzi, 68 anni, in arte Tata Lucia, pilastro della trasmissione e del team da 5 anni.

In questi anni, qual è stata la famiglia più curiosa da lei incontrata?
«Una famiglia su cui avevo lavorato per sette giorni di fila, compresa qualche notte. Dopo tutto questo la mamma mi ha detto: Capirò veramente quello che mi è successo quando lo vedrò in tv. Lì sono rimasta veramente allibita e scioccata».

Come sono cambiate le famiglie italiane in questi anni?
«Non molto. Avendo insegnato per più di trent'anni posso dire che quelli che vediamo in televisione non sono casi-limite, come pensa qualcuno, ma uno specchio di quello che le famiglie stanno vivendo, in parte per difficoltà che vengono dall'esterno ma soprattutto per lo scarso impegno interno».

Ovvero?
«Oggi l'idea predominante è quella del fare coppia, non del fare famiglia: beati i giovani che hanno conquistato questa libertà rispetto al passato, ma tra il fare coppia e il fare famiglia ci dovrebbe essere una presa di posizione, un passaggio che è sottovalutato».

E qui intervenite voi Tate…
«E non solo noi. In California oltre ai corsi di preparazione al parto sono stati istituiti dei corsi di avviamento al ruolo di genitore.
L'autorevolezza dei genitori, le regole, fattori che un tempo erano dati per scontati, ora hanno bisogno di essere insegnati. Mancano le agenzie educative rappresentate dall'oratorio, dalla scuola, anche dalle famiglie degli amici.
Sembrano tutte sostituite dalla televisione».

Tv cattiva maestra?
«In sé no. Fa male lasciare il bambino solo davanti alla televisione, fare in modo che diventi il centro della sua vita, la sua baby sitter».

Trova che, entrate nelle case, le telecamere influenzino in qualche modo il comportamento delle famiglie?
«Non nel caso dei bambini: la stragrande maggioranza delle volte dopo un po' si dimenticano delle telecamere e fanno la loro vita.
I genitori sono più influenzati, più condizionati, ma è anche vero che sono loro al centro dell'attenzione, questo è un programma pensato per aiutare i genitori, non i bambini».

Le capita di restare in contatto con le famiglie alla fine delle riprese?
«Quasi tutte ci scrivono, chiedono consigli e suggerimenti. Molti mi chiedono di aprire un blog per parlare di questi argomenti, ma siccome credo che la vera comunicazione funzioni guardandosi negli occhi mi sono sempre rifutata».

SOS Tata è da giovedì 25 febbraio, 22.10, su La7

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