Mario Giuliacci: «Dal mio schermo, prevedo una bella estate»

26 febbraio 2010 
<p>Mario Giuliacci: «Dal mio schermo, prevedo una bella estate»</p>
PHOTO KIKA PRESS

Un po' meteorologo e un po' showman, senza mai superare quella linea sottile oltre la quale perderebbe di autorevolezza. Forse anche per questo il colonnello Mario Giuliacci, volto delle previsioni meteorologiche televisive e direttore del centro Epson meteo, è stato più volte preso di mira da programmi satirici come Striscia la notizia e Scherzi a parte. A lui, però, l'attenzione mediatica non dispiace perché lo aiuta nella sua missione: smitizzare la professione del meteorologo e avvicinarlo alla gente comune.

Colonnello Giuliacci, le previsioni meteo sono caratterizzate da una buona dose di incertezza. Le è mai capitato di sbagliare e diventare oggetto dell'ira di qualcuno? «Una volta, un presentatore di cui non farò il nome nemmeno sotto tortura se l'è presa con me per la pioggia, come se fossi io a fare il bello e il cattivo tempo.
In genere, gli operatori turistici accusano i meteorologi di rovinare i loro affari quando sbagliano le previsioni, soprattutto quelle dei weekend. Invece, tante volte li aiutiamo».

In che modo?
«Epson ha un margine di errore del 10% sulle 48 ore, cioè può sbagliare al massimo le previsioni di otto fine settimana su 52. Per il gioco delle probabilità ciò significa che, se in quattro weekend annunciamo la pioggia e spingiamo la gente a rimanere in casa anche se poi vien fuori il sole, negli altri quattro annunciamo il sole spingendo la gente a programmare gite fuori porta anche se piove».

E' noto per il suo estro e per la simpatia. Le fa piacere?
«Certo. Non mi piace che il meteorologo sia considerato uno scienziato lontano dalla gente comune. Ecco perché cerco di dare brio alle previsioni e vieto ai miei collaboratori parole come "manifestazioni temporalesche" e "precipitazioni".
Si deve dire "pioggia", come direbbe la gente per strada e non si usa il termine "variabile", ché non vuol dire niente ed è una presa in giro».

Alcuni programmi satirici l'hanno spesso presa di mira. Le ha dato fastidio?
«Mi hanno tirato in ballo per cose che non ritengo offensive, aiutandomi invece a mettere in risalto la mia persona, a lanciare alla gente un messaggio: "Non sono arido, sono uno di voi"».

Quanto è in debito con lei Paolo Corazzon, il meteorologo diventato intrattenitore nei programmi di Barbara D'Urso?
«Io ho inaugurato un nuovo modo di presentare le previsioni meteo, ma cantare e ballare sullo schermo è un limite che non mi sono mai sentito di superare. Bisogna fare attenzione per non perdere credibilità, ma ognuno fa quello che meglio crede».

E quanto è orgoglioso del fatto che suo figlio Andrea abbia seguito le sue orme? «E' il sogno di ogni padre. Devo riconoscere che l'ho plagiato sin da quando era bambino, convincendolo a studiare Fisica. Poi, però, in lui è subentrata la passione e spesso, nel tempo libero, ci ritroviamo incollati al Pc per indagare meglio un fenomeno. E' bello sapere che darà nuova linfa alla mia stessa passione per i prossimi decenni».

Si definisce un meteofilo oltre che meteorologo. E' vero che ha una sua teoria sul surriscaldamento del pianeta?
«Il global warming non è tutta colpa dell'effetto serra, quindi dell'uomo. Ci sono cause naturali come il Niňo, la corrente che dagli anni '80 ai nostri giorni ha surriscaldato le acque dell'Oceano Pacifico e l'intensa attività solare, che ha avuto il suo apice negli anni '50».

Secondo la sua teoria che si può fare?
«Negli ultimi cinque anni l'attività solare è diminuita e sembra che anche il Niňo ci darà tregua. Questi fenomeni naturali aiuteranno l'uomo a smorzare gli effetti negativi del global warming».

Una domanda d'obbligo: che estate sarà?
«Una bella estate, ma con diverse ondate di calore che, soprattutto al Sud, porteranno la temperatura a toccare più volte i quaranta gradi».

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