Milly Carlucci: «Sì, sono l'unica donna al mondo a pilotare Ballando»

26 febbraio 2010 
<p>Milly Carlucci: «Sì, sono l'unica donna al mondo a pilotare
<em>Ballando</em>»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

È la stella polare del firmamento di Ballando con le stelle: Milly Carlucci, 55 anni, da sei conduce la trasmissione di punta del sabato sera di Raiuno e, come riportato dal tabloid inglese Daily Mail, si tratta dell'unica donna al timone del programma, in onda in trenta Paesi.
«È una bella cosa», dice la diretta interessata, «che proprio gli italiani, all'estero considerati latini tradizionalisti, diano la guida di un format così importante a una donna».

Lei è anche capo-progetto di Ballando: qual è il suo compito?
«Sono la pilota: coordino gli autori, m'interfaccio con la produzione durante tutta la gestazione del formato, preoccupandomi sia delle idee, sia della realizzazione e messa in onda del "prodotto finale"».

Ultimamente la concorrenza, con Io Canto di Gerri Scotti, vi sta dando del filo da torcere in termini di ascolti…
«Si tratta di uno stacco infinitesimale, non c'è una vittoria netta da parte loro. Canale 5 considera il proprio risultato fino alla mezzanotte, mentre Ballando termina all'una meno dieci: tolti i cinquanta minuti finali vincono loro, con vinciamo noi. Ma in questi casi anche il target condiziona la "strategia di marketing": noi siamo più forti su una certa fascia».

L'audience di Ballando è più colta: il 20% è laureato.
«La base del pubblico di Raiuno è familiare, femminile, di cultura medio-bassa. Però ballare piace veramente a tutti: basta vedere quanti medici, manager e giornalisti frequentano le sale da ballo a orari impossibili, per rilassarsi… Questo fa sì che l'interesse per un format del genere sia trasversale alle classi sociali e all'età».

Lei condivide la passione per il ballo con suo marito Angelo, con cui è sposata da ventidue anni. La danza è il segreto del vostro amore?
«Ballare favorisce il dialogo, perché ti fa stare cuore a cuore, respiro a respiro, guancia a guancia con l'altro, e insieme si prende il ritmo, muovendosi all'unisono. È una cosa che piace sia a me sia ad Angelo, uno dei pochi uomini che io conosca che non si vergogna di ballare, anzi, in pista esibisce con orgoglio i suoi cavalli di battaglia, come il famoso movimento alla John Travolta».

E lei?
«Purtroppo non sono così disinvolta: in tv non mi tiro indietro di fronte a nulla, mentre in discoteca o alle feste vien fuori la mia timidezza originaria… Il grande show sulla pista lo fa lui».

Lei ha due figli, che vivono entrambi in Inghilterra: ogni quanto riuscite a vedervi?
«La grande, Angy, è lì da diversi anni, e ora frequenta un master in Economia a Oxford; Patrick, invece, si è trasferito lì due anni fa: a maggio finirà il liceo e, se tutto va bene, vorrebbe iscriversi a Diritto Internazionale. All'inizio è stato difficile lasciarli andare, perché, purtroppo, non avendo ritmi di lavoro regolari, non ho molto tempo per viaggiare; l'estate scorsa, mentre preparavo sia Ballando sia Miss Italia, facevo la spola tutte le settimane, su e giù, e sono arrivata a Miss Italia che ero già esausta. E da lì è stato un boccheggiare fino all'inizio di Ballando. Fortunatamente in questi giorni Patrick è a casa per una settimana di ferie…».

Se lo starà spupazzando per benino.
«Guardi, lui ormai è in un'età - ha compiuto 18 anni il 24 gennaio - in cui farsi spupazzare dalla mamma è l'ultimo dei suoi pensieri!».

I suoi ragazzi guardano Ballando?
«Non mi fanno mai mancare il loro supporto, anche fisico: quest'anno sono venuti alla prima puntata ed è stato importante averli lì davanti, all'apertura del programma. Alla fine mi hanno detto che erano orgogliosi di me, e che si erano divertiti. È stata una grande soddisfazione, perché divertire un ragazzino di 18 anni e una ragazza di 24 non è facile».

Tra i concorrenti di quest'anno, secondo lei chi entrerà nel cuore della gente?
«Ci sono già molti favoriti, del genere più insospettabile. Prenda Veronica Olivier: nonostante abbia fatto solo un film (Amore 14, ndr), e fosse quasi sconosciuta, è subito piaciuta e cresciuta agli occhi dei telespettatori. Ciò che conta, alla fine, è cosa si dimostra, sera dopo sera, sul campo di battaglia».

A proposito di ex beniamini, sul palco dell'Ariston si è distinta una sua «creatura»: il principe Emanuele Filiberto di Savoia.
«Lui dice che sono la sua mamma adottiva a Roma, l'unica autorizzata, in Italia, a tirargli le orecchie… Io con Emanuele sono talmente parziale, che per me lui è  il vincitore di Sanremo. A parte gli scherzi, visto che sta cercando di far carriera nello spettacolo, trovo faccia bene a porsi sempre delle nuove sfide».

Ma perché «iniziare» nei big anziché tra le nuove proposte?
«Sanremo è una vetrina televisiva ed evidentemente gli organizzatori hanno valutato che la triade Pupo-Filiberto-tenore avesse appeal. Comunque Emanuele è uno molto diligente, e ogni volta che compare in pubblico sente di dover dare il meglio di sé».

L'anno prossimo chi vede sul palco a condurre il Festival?
«Io spero che Antonella vada alla stragrande e che l'anno prossimo possa essere riconfermata».

Lei è troppo politically correct.
«È importante che le donne facciano questi lavori considerati da maschio: essere lì come conduttrice e come "direttora" artistica è un bel traguardo per tutte le donne che fanno questo mestiere».

Ma lei un pensierino ce lo farebbe?
«In questa fase della mia vita sinceramente no, perché ho una gestione familiare che è molto complessa e Sanremo è uno di quegli impegni che ti toglie un anno di vita. Se i miei figli fossero piccoli come la bimba di Antonella, che uno se la impacchetta e se la porta dietro, sarebbe diverso, ma i miei ragazzi hanno una vita propria e sono io che rincorro loro… Di staccarmi per un anno da Angy e Patrick non me la sentirei proprio».

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