Zero Assoluto: «Noi, due Poker Face»

03 febbraio 2010 
<p>Zero Assoluto: «Noi, due Poker Face»</p>

Sono due cantanti che arrivano in tv in veste di presentatori. Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi, in arte Zero Assoluto, conducono su Sky Sport 2 HD la Notte del Poker Club Final, torneo open italiano di Texas Hold'em, in onda a partire dal 5 febbraio. Per i due cantautori romani è un ritorno al passato: prima di intraprendere la carriera musicale, avevano infatti esordito nel 2003 con un programma in tv su Hit Channel. Dopo, sono arrivati i successi di Semplicemente e Svegliarsi la mattina, le partecipazioni a Sanremo, i premi, i tour, i dischi di platino e via in crescendo, fino ad arrivare al concertone del Capodanno al Colosseo di Roma con Venditti. Sono bravi e hanno giocato bene le loro carte: ma cosa c'entra davvero il gruppo di Per dimenticare con il poker? Glielo abbiamo chiesto.

Perché presentate La notte del Poker Club? Siete dei giocatori sfegatati?
Matteo Maffucci
: «Sì, ci piace il poker e ci piace giocarlo tra amici. Il Texas Hold'em, in particolare, è un tipo di poker sportivo e non "malato". In realtà avevamo voglia di conoscere il mondo dei giocatori professionisti ».
Thomas De Gasperi: «Sì, abbiamo giocato anche con la Nazionale Cantanti, convinti da Pupo. A me il Texas Hold'em piace perché è democratico: si entra con una stessa quota di denaro e poi si gioca con le fiches, tutti alla pari. È il più grande torneo in Italia: ci siamo trovati tra persone che si allenano per mesi e parlano un linguaggio tutto loro, e ne siamo usciti stremati».

Qual è il meccanismo del torneo?
M.
«Il torneo parte con 500 iscritti, per arrivare a un tavolo finale di 9 persone e poi di due. I primi 30 classificati sono premiati: il montepremi va da un minimo di 3.600 euro a un massimo di 130mila per il vincitore».

Quanto si bara? E come?
M.
«Non si bara, si bluffa e fa parte delle regole del gioco. Occorre avere molta pazienza e capacità di simulazione: le donne in questo sono maestre».
T.
«Oltre che maestre, sono anche ciniche e cattive, soprattutto tra loro».

Quanto vale la fortuna e quanto l'abilità?
M.
«La fortuna pesa per il 60-70%; il resto è abilità».
T. «La fortuna può farti vincere o fregarti brutalmente. La pazienza è essenziale, invece. Una dote che Massimo non ha».

L'aneddoto più divertente legato al programma?
M. «La cosa che mi ha più stupito è che i concorrenti giocano ogni giorno insieme per  15 ore consecutive, tranquilli e rilassati, senza sclerare mai. Nemmeno quando perdono. Io stavo diventando pazzo, loro conservavano una lucidità da androidi».

Qual è il gioco perfetto, di carte e non?
M.
«Il poker a 5 carte è imbattibile ma amo anche la briscola e il tressette, per il loro fascino romantico da osteria. Da adolescente praticavo sport fino all'esaurimento nervoso, ora non mi muovo più. Ma in compenso tifo Roma: una malattia».
T. «Gioco solo Texas. Pratico boxe e arti marziali ma adoro il concetto di squadra, che trasferisco nella nostra musica. Negli Zero Assoluto non c'è divisione tra chi monta, chi smonta, chi suona e chi si occupa delle luci».

Quali dei vostri colleghi musicisti invitereste al tavolo da gioco? E di chi invece non vi fidereste mai?
M. «Pupo, è un grandissimo. Enrico Ruggeri, perché è un ottimo giocatore. Ma anche tutti i colleghi della Nazionale Cantanti: ho vissuto quella partita a carte come un momento di grande convivialità».
T. «Pupo, non perché sia realmente forte ma perché è capace di colorare il gioco. Niccolò Fabi, perché è timido ma potrebbe rivelarsi diverso nel gioco. Nessuna donna: il mio sogno è una bisca men only».

Qual è il vostro numero fortunato?
M. «
L'8, anche se non ho nulla legato a questo numero».
T. «Il 17. Ha sempre portato fortuna a me e Matteo».

Quali sono i vostri prossimi progetti?
M.
«Abbiamo curato la colonna sonora e le musiche originali di Scusa ma ti voglio sposare, il film di Moccia in uscita il 12 febbraio. Stiamo traducendo il nostro album Sotto una pioggia di parole per l'uscita in Spagna e in Sudamerica e prepariamo un tour invernale».
T. «in più, stiamo scrivendo nuove canzoni »

In amore e in guerra vale tutto, siete d'accordo? E nel gioco?
M.
«Abbastanza, ma con sobrietà. Vale anche bluffare. Nel gioco invece è necessario seguire le regole ».
T. «In amore ci vuole una certa etica, in fondo si parla di valori. La stessa cosa vale per il gioco»

Quali sono gli album top five nel vostro Ipod?
M
. «L'omonimo degli inglesi xx. Il nuovo dei Gorillaz, Plastic Beach. L'ep omonimo di Jessica Brando, bellissime cover (ammessa al Festival di Sanremo 2010 nella categoria Nuova Generazione, ndr ). Declaration of Dependence, dei Kings of Convenience. E sempre dei Kings, Versus, l'album remixato, perfetto dopo le sette di sera.
T. «Sottoscrivo xx; tutto dei Black Eyed Peas; il brano degli Afterhours e di Mina, Adesso è facile; Empire State of Mind-2 di Alicia Keys; Alex Britti, .23»

Quali sono i 5 libri sul vostro comodino?
M
. «Tra le nuvole, di Walter Kirn, da cui è stato tratto il film Up in the Air. La sceneggiatura di An Education, di Nick Hornby (entrambi i film hanno avuto diverse nomination all'Oscar 2010, ndr). Il thriller Sorry, di Zoran Drvenkar (Selezionato al Festival del Cinema di Berlino come uno dei 12 migliori libri candidati a una trasposizione cinematografica, ndr). La voce della nostra ombra, di Jonathan Carroll».
T. «Ne inizio tanti ma non riesco a finirli, il più delle volte. Ora mi sto concentrando su Qualcuno con cui correre di David Grossmann».

Cosa ne pensate dei finalisti di Sanremo 2010?
T.
«A me interessa sapere come funzionerà il televoto: se dovesse vincere anche quest'anno qualcuno che arriva da un reality, direi che il meccanismo è compromesso».

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