Frassica: «Don Matteo un grande successo»

04 febbraio 2010 
<p>Frassica: «Don Matteo un grande successo»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Milioni di spettatori sono rimasti incollati alla Tv per godersi le repliche della coppia Terence Hill e Nino Frassica in Don Matteo 8, la fiction di Rai uno che anche in ripetizione fa numeri da record. Uno dei suoi protagonisti, Nino Frassica, l'attore che ha debuttato nel 1985 al varietà di Renzo Arbore Quelli della Notte, ci scherza su e dice: «Il mercoledì gnocchi e Don Matteo per tutti». «Quello di queste sere è un doppio successo inaspettato che stupisce anche noi». Ma Nino, mentre è sul traghetto che lo sta portando a casa in Sicilia, svela la magia…

 

Qual è l'ingrediente di questo successo?

 

« È semplice. Con Don Matteo abbiamo portato in Tv le due divise più amate d'Italia: il prete e il carabiniere. Sono due figure che rientrano nella tradizione del nostro Paese e che funzionano. E poi come sempre, c'è l'attaccamento del pubblico che in questo caso ha voluto premiarci per ben due volte guardando anche le repliche. È come vincere una seconda medaglia d'oro».

 

E per quanto riguarda i contenuti?

 

«Don Matteo offre una cosa ormai rara da trovare nella televisione italiana: l'educazione. La fiction della Rai entra nelle case con garbo, in punta di piedi, rispettando tutte le fasce d'età, e diverte donne, uomini, anziani e bambini. C'è tutto: il momento rosa, i sentimenti buoni, il thriller ma ogni cosa è trattata senza volgarità».

 

Lei che in Don Matteo interpreta il Maresciallo Cecchini, crede nella giustizia?

 

«Ci credo tantissimo. Credo nei "manovali" della giustizia. Credo nella polizia, nei carabinieri, nei vigili. Don Matteo lo giriamo all'interno di una Caserma e ho avuto la possibilità di scrutare da vicino la vita di questi uomini che io chiamo missionari. Perché sul serio è una missione. Sono pagati pochissimo e hanno turni molto duri. Lavorano con il cuore. Non so se si sa molte delle storie di Don Matteo prendono spunto da storie reali».

 

E in Dio ci crede?

 

« Io dico sempre: ci credo con riserva. Non pratico nessuna religione ma posso dirmi in qualche modo credente».

 

Ma noi profani che il cinema lo guardiamo ma non lo facciamo ci chiediamo sempre come si svolge la giornata di un attore?

 

« Io sul set di Don Matteo mi diverto tantissimo. Se no, certo, avrei già smesso. Don Matteo lo abbiamo girato a Gubbio, in Umbria, una città bellissima. Abbiamo registrato 144 puntate in totale. Di solito un episodio viene girato circa in 15 giorni, e in questi 15 giorni sei catapultato in un'altra vita, la vita della storia. La fortuna sta se si instaurano buoni rapporti con il resto del cast e tra di noi, quelli di Don Matteo, c'è molto stima e amicizia ».

 

È amico di Terence Hill, il Don Matteo appunto?

 

«Io ho conosciuto Terence sul set. Siamo diventati amici durante le riprese. Prima pensavo che Terence non esistesse, che fosse una figura mitologica del cinema italiano. Hai presente quei miti dell'antica Grecia? E invece esiste, eccome se esiste. Ho scoperto che è un gran signore, uno di quelli che non esistono più. In una società dove tutti fanno "aoh" lui sa ancora essere un gentil uomo. E poi che te lo dico a fare… è un attore fantastico».

 

Qual è il suo attore italiano preferito? E il suo regista?

«Non c'è dubbio: Carlo Verdone. È l'attore vivente che stimo di più. Sa far ridere e commuovere con una leggerezza invidiabile. Per quanto riguarda il regista, ce ne sono tanti, ma dopo aver visto I cento passi mi sono innamorato di Marco Tullio Giordana. È un vero artista».

 

E nel futuro dove la vedremo?

 

«Stanno già scrivendo la nona serie di Don Matteo, per cui mi vedrete ancora nei panni del maresciallo Cecchini. Poi sto lavorando con Barbara Exignotis su uno spettacolo teatrale che abbiamo chiamato il niente artistico, è ancora in fase creativa, ma tratterà del ciarpame televisivo, dello scandalo valletopoli, del decadimento della televisione italiana. Per finire, sto girando un film in Sicilia, ad Agrigento, Rocco Mantellini è il regista. È una storia basata su un racconto del grande Camilleri. Non posso dire altro. Ma sarà molto interessante».

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).