American tv. Quando si dice villaggio globale

07 febbraio 2010 
<p>American tv. Quando si dice villaggio globale</p>

Piace a noi, piace a loro, piace a troppi? Anche se è difficile paragonare i protagonisti dei vari NCIS, Dr. House, Castle, CSI alla Brigitte Bardot anni Sessanta, è indubbio che queste serie hanno successo tanto in Italia quanto negli Usa.
Infatti se a capeggiare la classifica degli ascolti tv negli Stati Uniti d'America della settimana 25-31 gennaio è un evento musical-televisivo come gli Emmy Awards (meglio conosciuti come «gli Oscar della musica», visti lo scorso 31 gennaio da 25 milioni 869mila telespettatori) e American Idol (lo «zio d'America» ricco e potente dei vari Amici, X Factor etc è seguito da 25 milioni 710mila telespettatori), subito dietro troviamo produzioni familiari come appunto NCIS (12 milioni 221mila telespettatori); Dr House (14 milioni 213mila fan); Bones (12 milioni 331mila) con puntate che da noi arriveranno nel corso del biennio 2010-2011.
Sensazione di déjà vu che ritorna grazie a titoli come Due uomini e mezzo (12 milioni 69mila telespettatori); Desperate Housewives (11 milioni 437mila gli ospiti la scorsa settimana di Wisteria Lane); Castle (10 milioni 551mila telespettatori); CSI: Miami (9 milioni 548mila telespettatori); Numb3rs (8 milioni 713mila telespettatori) e così via.
Interessanti le forbici tra i risultati americani e quelli nostrani di Bones, Desperate Housewives, Numb3rs e Due uomini e mezzo: quest'ultima per esempio vivacchia nel pomeriggio estivo di Raidue, mentre le altre serie su Rete4 e Raidue viaggiano tra l'uno e i due milioni di telespettatori di media.

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).