L'attore, bello per eccellenza del cinema spaghetti western - ma
anche protagonista di film d'autore -, porta la sua fisicità da ex
stuntman nella fiction Capri 3, in onda il martedì e la domenica su
Rai1. Uomo di roccia di nome e anche di fatto, Giuliano
Gemma racconta le sue passioni sportive, scultoree e manda
una stoccata al cinema italiano.
Come è nato il suo coinvolgimento in
Capri3?
«La mia partecipazione riguarda la mia competenza di montagna:
sono l'istruttore di alpinismo di Andrea (Gabriele Greco) e nella
vita ho fatto roccia. Conosco bene il modo di trattare
delle guide e dei maestri di alpinismo»
Mi racconta il suo personaggio?
«Incoraggio Andrea a tirare fuori tutta la sua forza di fronte
alla malattia e lo sostengo. A pensarci bene, ho vissuto
Andrea-Gabriele come il figlio maschio che non ho avuto, io che
sono padre di due femmine».
Quali sono le sue passioni sportive?
«Ho grande passione per tutte le attività fisiche, nasco infatti
come atleta e attore d'azione. Ho praticato tuffi - Tania Cagnotto
è la mia figlioccia -ginnastica artistica e pugilato. Ora mi tengo
in forma con la palestra e la corsa».
So che è anche scultore…Quali sono le sue opere
feticcio?
«Sì. È una passione che mi segue da 40 anni e che mi aiuta a non
essere nevrotico. Le opere feticcio? Tutto Messina, Il pensatore di
Rodin, La pietà di Michelangelo, Il ratto di Proserpina di Bernini,
l'Inferno del contemporaneo Benedetto Robazza».
Lei ha lavorato con registi come Visconti, Monicelli,
Squitieri eppure non fa film da anni. Perché?
«L'ultimo è stato Giovanna la pazza, di Vincente Aranda, nel
2001. Si fanno pochi film in Italia e ancora meno che abbiano un
respiro internazionale: non ci sono ruoli per me. Al Ministero
dello Spettacolo, che non distribuisce bene gli aiuti ai film,
domanderei: perché avete fatto morire l' industria del cinema
italiano? La politica dovrebbe restare al di fuori dal mondo dello
spettacolo, e l'attore non dovrebbe stare in attesa che arrivi la
telefonata giusta ».
Quali sono i film del suo passato che ricorda con
maggiore affetto?
«Sono molti: Arrivano i titani, il mio esordio, un film
ironico-mitologico, I giorni dell'ira, il mio ultimo western Sella
d'argento, Il prefetto di ferro, Corleone, Il deserto dei
Tartari»
Qual era la più affascinante delle sue partner
cinematografiche?
«Ho dei bei ricordi di Caudia Cardinale e Ursula Andress, con le
quali ho lavorato diverse volte: Ursula era molto simpatica e
piacevole, Claudia posata e diligente».
Cosa ne pensa della carriera di Clint Eastwood? Non ha
mai avuto voglia di fare il regista?
«L'ho conosciuto, è un uomo intelligente che ha colto le
occasioni nel modo giusto, senza lasciarsi andare a facili guadagni
e dimostrando la sua bravura. Anche io ci ho provato ma non ho
avuto i contributi dello Stato».
Se ci fosse una cura per diventare immortali, la
prenderebbe?
«No».
Capri 3, in onda la domenica e il martedì alle 21.10 su
Raiuno