Andrà in onda il 29 marzo su Raidue in prima serata, lo
"specialone" di Paolo Limiti dedicato a Mina, in occasione dei
suoi settant'anni (che compirà il 25 marzo). Limiti - che è
stato autore di alcune delle canzoni portate al successo dalla
Tigre di Cremona, come Bugiardo e incosciente, La voce del
silenzio, Un'ombra ed Eccomi - spiega che si tratta di una
«galoppata che percorrerà tutta la carriera musicale dell'artista,
con la partecipazione di molte persone che hanno lavorato con lei
negli anni, a partire dai membri del primo complessino con cui si
esibiva da ragazza».
Cristiano Malgioglio, pure lui
paroliere di Mina, sostiene che la grandezza della cantante era
tale da riuscire a rendere celebri anche brani brutti.
Condivide?
«Mina è stata la più bella voce della musica leggera e il jazzista
americano Kenny Barron l'ha definita addirittura una delle più
belle al mondo. Il suo timbro aveva tante qualità, poteva essere
schiacciato, allargato, mascolinizzato: qualità così non sono rare,
sono rarissime».
Il talento di Mina risiede
unicamente nella sua voce?
«No, ovviamente ha contribuito la sua fisicità, il fatto di essere
una gran bella donna e di sapersi muovere benissimo. Ma la musica
leggera non ha scuole come la lirica, dove imparare a cantare,
perciò con una voce così o ci nasci o c'è poco da fare».
Il suo speciale parlerà solo
della carriera di Mina, senza alcun riferimento alla sua vita
privata.
«Ma sì, anche perché Mina ha avuto una vita normalissima».
All'epoca, però, la nascita del
figlio Massimiliano, avuto da Corrado Pani fuori dal matrimonio,
fece scalpore.
«Era il '63, eravamo in pieno sviluppo della libertà sessuale. Mina
ha solo anticipato un po' i tempi, come sempre».
La scelta di ritirarsi dalle
scene quanto ha giovato all'immagine pubblica della
cantante?
«La sua è stata una richiesta di non sfruttamento lecita e
accettabile. In fin dei conti, lei ha soltanto detto: "Non mi
piace che si parli della mia vita personale. Giudicatemi per
le mie qualità artistiche, non per il fatto di essere truccata o
struccata, grassa o magra"».
Siete rimasti in
contatto?
«No, ci siamo un po' persi. Non ci siamo sentiti neanche per la
preparazione del programma. Ma tanto sarebbe stato inutile: non le
sarebbe comunque interessato».
Dice che il 29 sera, nella sua
casa di Lugano, Mina non darà neanche una sbirciatina alla
trasmissione?
«Come è solito fare, se ne fregherà allegramente».
Mina passa per essere un tipo
con un bel caratterino. Negli anni della collaborazione, vi è mai
capitato di avere screzi?
«Niente affatto, la presunta aggressività di Mina è legata solo
alla sua immagine pubblica: per anni si è confusa e identificata la
persona con le canzoni che questa interpretava, e che, invece, non
ne rappresentavano in alcun modo la personalità. Credo che la
scelta di ritirarsi sia scaturita anche da questo equivoco».
Il mito di Mina sarebbe ancora
così vivo se lei avesse continuato a farsi vedere?
«Il mito resterà imbattuto finché non si troverà un'altra artista
con quella voce, quella presenza scenica, quella duttilità. I miti
sono duraturi perché non ci sono sostituti».
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