Cosa saresti disposto a fare pur di andare in televisione? È
quello che si chiedono i francesi che hanno visto il documentario
Le Jeu de la mort (Il gioco della morte), trasmesso ieri
sera su France 2. Protagonisti della trasmissione sono 80
aspiranti concorrenti di un reality show che, pur di vincere il
premio finale, sono disposti a infliggere una scossa da 20 a 460
volt ai loro avversari seduti su una sedia elettrica.
Il gioco, in realtà, è solo una finzione: il concorrente sulla
sedia è un attore che finge dolore e disperazione, ma non riceve
alcuna scossa, così come finta è la cattiveria della conduttrice e
del pubblico in studio, tutti attori chiamati a fingere crudeltà e
spietatezza. Gli unici a non sapere che si tratta di un fittizio
docu-reality, sono proprio gli 80 concorrenti del quiz, chiamati a
rispondere correttamente alle domande e a infliggere una scossa
letale all'avversario che sbaglia.
L'esperimento alla base del documentario, diretto dal francese
Christopher Nick, ripropone in chiave moderna
quello condotto negli anni Sessanta dallo psicologo Stanley
Milgram, che indagò il rapporto tra autorità e
sottomissione negli uomini. E se dagli studi di Milgram emerse che
il 62 per cento dei soggetti sarebbe stato capace di uccidere, su
ordine di un'autorità considerata legittima, il documentario di
Nick si spinge ancora oltre, perché ben l'80 per cento dei
partecipanti, aizzato dalla conduttrice e dal pubblico, ha azionato
la scossa.