Riprende da dove eravamo rimasti. Tutti pazzi per
amore, seconda stagione, parte stasera (21 marzo) su Rai uno,
riproponendo la coppia formata da Paolo Giorgi e Laura Del Fiore, i
loro amici squinternati, le canzoni, i balletti (da non perdere,
nella prima puntata, Monica/Carlotta Natoli trasformata nella
Raffaella Carrà di Ballo ballo). Unica variazione: al posto di
Stefania Rocca, nel ruolo di Laura c'è
Antonia Liskova.
Emilio Solfrizzi (nella foto con Antonia
Liskova), invece, è sempre Paolo.
La serie apre con la preparazione del matrimonio tra Paolo
e Laura, insieme a quello dei loro amici del cuore Michele e
Monica. Nella prima stagione c'è stato già un tentativo fallito:
stavolta ce la fanno a sposarsi?
«Ce la fanno, ce la fanno. Ma tutta la preparazione è estremamente
buffa, e alla fine il matrimonio sarà celebrato in un luogo
sorprendente».
Come nella migliore tradizione di Beautiful, il
personaggio di Laura quest'anno lo fa la Liskova.
«Mi permetto di sottolineare che noi però, al contrario di
Beautiful, siamo riusciti a mettere dentro la fiction anche il
cambio di attrici. Lo facciamo raccontare al dottor Freiss
(interpretato da Giuseppe Battiston è una sorta di "narratore"
esterno alla storia, ndr). Dirà la pura verità, e cioè che Stefania
Rocca è rimasta incinta e viene sostituita da Antonia Liskova. Un
incrocio tra vita vera e fiction».
E com'è andato il passaggio Rocca - Liskova, per
lei?
«Quando Stefania mi ha telefonato per dirmi che non avrebbe fatto
la seconda serie, mi sono sentito crollare il mondo addosso. Tutti
pazzi per amore era stata la nostra scommessa, e il successo
l'avevamo costruito insieme. Mi sono chiesto: ora che facciamo?
Invece Antonia è stata il più bel regalo dell'anno. Si è
appropriata del personaggio con il garbo e la classe di una grande
attrice, facendolo suo senza rompere con il passato».
La Rocca però non l'ha presa tanto bene.
«La sento continuamente, Stefania, mi sarei meravigliato del
contrario. È una tipa appassionata, amava la fiction e l'idea di
doverla lasciare l'ha fatta soffrire. La capisco».
Lei invece è tornato sul set a cantare e ballare. Si è
esercitato?
«Cantare non è un problema, da piccolo sognavo di diventare un
cantante, ho fatto anche qualche anno di piano bar. A ballare me la
cavo meno, anzi, sono un ciocco di legno. Però l'ho fatto, usando
la mia goffaggine per dare un tratto caratteristico al personaggio.
Quest'anno, in più, hanno preteso pure che andassi a cavallo».
Non è capace?
«No, ma sul cavallo ci sono salito lo stesso. Con me è montata
anche la Liskova, che essendo nordica è una che sa fare tutto,
compreso cavalcare. A un certo punto il cavallo si è imbizzarrito e
si è alzato su due zampe: un panico. E dietro di me sentivo Antonia
che diceva: stai buono, stai buono. Non ho mai capito se ce l'aveva
con me o col cavallo».