Lando Buzzanca: «Con Capri 3 ritorno alla commedia»

09 marzo 2010 
<p>Lando Buzzanca: «Con <em>Capri 3</em> ritorno alla commedia»</p>

Maschio siciliano, aitante e galantuomo: in due parole, Zio Rodolfo. In Capri 3 (in onda su Raiuno domenica e martedì) il ruolo del «masculo» d'altri tempi è interpretato perfettamente da Lando Buzzanca, attore famoso per i film erotico-grotteschi degli anni '70 (uno su tutti, Il merlo maschio) e di recente tornato in auge come attore Tv (ma drammatico) con fiction come Io e mio figlio e Lo scandalo della Banca Romana. Lando, 74 anni, spasimante appassionato (per fiction) della Contessa Isabella, racconta ricordi e aneddoti (a volte piccanti) dal set.

Perché proprio lei per questo ruolo da italo-americano dal nome emblematico, Rodolfo?
«Gli sceneggiatori hanno pensato che dovessi tornare ai personaggi che avevo interpretato negli anni 70 e 80, dopo tanti troppi ruoli drammatici».

Cos'ha in comune con il suo personaggio?
«Ritrovo in lui le stesse delusioni amorose, familiari  e amicali che ho vissuto io. È onesto, è perbene, è un puro e un bambino come me. E riesce a essere duro, come me. Ma io ho il senso del ridicolo, e Zio Rodolfo no».

Ci sono dei ricordi personali che la legano a Capri?
«Una gita mia e di mia moglie, 30 anni fa: eravamo due 40enni che si amavano molto bene. Non posso dimenticare quella gagliarda atmosfera erotica».

E un aneddoto, magari piccante, dal set?
«C'era una signora del pubblico di circa 60 anni, una bellezza sfiorita ma straordinaria, che mi girava intorno e un giorno mi ha chiesto esplicitamente se volevo… Nonostante il mio rifiuto- sono un uomo sposato- insisteva. Inutilmente»

Con chi ha legato di più sul set?
«Con Bianca Guaccero, una persona gentile, simpatica e generosa. A una cena di lavoro mi ha prestato venti euro- ero senza soldi perché non mi avevano ancora dato la diaria- e quando l'ho poi ringraziata con un mazzo di fiori aveva le lacrime agli occhi. Dove sono finiti gli uomini galanti, oggi?»

Di recente l'abbiamo vista in tv nello Scandalo della Banca Romana, poi in Capri 3 e nella seconda serie di Io e mio figlio. Un ritorno alla grande dopo anni di assenza?
«Dopo anni di esclusione dalla Rai, perché sono di destra, sono andato con il progetto di Mio figlio dall'allora direttore di Rai Fiction Stefano Munafò: è piaciuto e si è sbloccata situazione. Sono anche maturato bene come attore, ma mi preparo ancora come se fossi agli inizi».

Che ricordo ha dei film del filone sexy all'italiana che l'hanno reso famoso? Qual era il più bello?
«Li ho amati quasi tutti: il più importante, Don Giovanni in Sicilia, dal romanzo di Brancati, girato da Lattuada; Il prete sposato, un film straordinario; Homo Eroticus, col messaggio che un uomo fisicamente dotato è inutile se non ha un cervello; e poi, Il merlo maschio, storia di un frustrato che esiste solo attraverso sua moglie»

C'era davvero un'atmosfera sexy sul set? Delle sue partner dell'epoca, per chi avrebbe fatto una follia?
«L'atmosfera sexy c'era, e c'erano donne straordinarie, da Laura Antonelli, la più sexy, a Gloria Guida, la più femmina, ma io follie non ne ho fatte mai, se non quando mi sono sposato a vent'anni».

Il genere erotico ora nell'era di Internet è ancora vivo?
«Ormai in qualsiasi film si fa sesso: i miei invece erano anche film umoristici, con un maschio solo apparentemente trionfante, immaturo, messo alla berlina. Un film erotico che ricordo? Forse solo Il marito della parrucchiera (del 1990, ndr) , bello e drammatico».

Quali sono i suoi prossimi progetti?
«A fine marzo dovrebbe uscire la mia nuova fiction Il restauratore, di cui sarò protagonista. E spero di riuscire a entrare nel progetto di Angelo Rizzoli sul Generale della Rovere»

Capri 3, in onda la domenica e il martedì alle 21.10 su Raiuno.

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