Reggiani: «Recito in Ris. Ma vorrei lavorare con Martina Stella»

05 aprile 2010 
<p>Reggiani: «Recito in Ris. Ma vorrei lavorare con Martina
Stella»</p>
PHOTO KIKA PRESS

Tutto nuovo a Ris Roma - Delitti imperfetti, che ha debuttato a marzo su Canale 5 ottenendo più di 4 milioni di spettatori. Nuovo il set che, come suggerisce il titolo, è spostato da Parma a Roma dove una squadra, rinnovata pure quella, indaga su una misteriosa catena di delitti. Del vecchio cast rimangono solo Fabio Troiano e Jun Ichikawa. L'assenza di Lorenzo Flaherty, il capitano Venturi, è stata colmata da tre new entry: Euridice Axen, Mary Petruolo e Primo Reggiani nei panni di Emiliano Rocchi, biologo impulsivo e irruento.

Sono passati tredici anni da quando Reggiani, a 14 anni, esordiva come il mafioso Tano Cariddi adolescente in La piovra 8. Da allora, cinema e televisione hanno dato sempre più spazio a questo figlio d'arte: la mamma è Caterina Costantini, il padre Aldo Reggiani. Oggi Reggiani è legato all'attrice Martina Stella. Ma eccolo a parlare di Ris.

Reggiani, chi è il suo Emiliano Rocchi?

«Un biologo romano di borgata che si trova a fare da Cicerone al gruppo. È il più giovane e la sua inesperienza lo rende impulsivo, irruento, tant'è che spesso si becca i rimproveri dei capi. Però ha tanta voglia di imparare. A me è simpatico, spero lo sia anche al pubblico».

Anche lei, nella vita, è un istintivo?

«Questo è l'aspetto del personaggio in cui mi ritrovo di meno: io sono assai meno entusiasta ed esuberante ».

Si riguarda in Tv?

«Sì, ma è una cosa imbarazzante, quasi come guardare il filmino della Prima Comunione. Non mi piaccio mai».

Che programmi segue?

«Sono un amante delle serie americane e non ho perso una puntata di Lost, Dexter e Dr. House: ci sono dei personaggi scritti davvero bene. Purtroppo, però, devo comprare i cofanetti: ho troppo poco tempo per seguirli in Tv».

Qual è la ricetta per diventare un buon attore?

«Io sto studiando da attore e ho tanto da imparare. Come in altri mestieri, credo conti molto l'esperienza sui set. Poi bisogna documentarsi, magari leggendo le cose dette dai grandi interpreti del passato e studiando i metodi di recitazione che ti consentono di "entrare" nei personaggi».

L'essere figlio d'arte e aver frequentato i set da bambino l'ha aiutata nel mestiere?

«Quando sei piccolo non puoi capire, ti ci ritrovi e basta. Credi che stare sul set sia la vita normale per tutti e, solo crescendo, inizi a capire di essere stato fortunato».

 

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RISULTATI
Chiara 80 mesi fa

La correggo, sig. Valerio Blanco, Emiliano non si chiama Rocchi ma Cecchi.

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