Maki Mandela: i miei mondiali

27 maggio 2010 
<p>Maki Mandela: i miei mondiali</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Comunque vada, noi i mondiali li abbiamo già vinti». Con questa semplice battuta Maki Mandela, 57 anni figlia di Nelson Mandela e della prima moglie Evelyn Ntoko Mase, commenta i mondiali di Calcio in Sudafrica, al via l'11 giugno. Accompagnata dalla figlia, si trova a Milano ospite di Nomvuyo Nowke, Console del Sudafrica, nella sua residenza privata, un attico in Via Biancamaria, scelto da Blackberry come location d'eccezione per lanciare le nuove applicazioni legate ai mondiali.


«E' incredibile come lo sport possa dare un segnale così forte. Questi mondiali, ne sono convinta saranno un'ulteriore vittoria contro l'apartheid». Un dottorato in antropologia  conseguito alla University of Massachusetts, esperienze in campo sociale, Makaziwe Mandela è una donna impegnata ma anche divertente e molto contemporanea. A capo di un'industria mineraria e petrolifera, nel 2007 ha ricevuto l'International Businesswoman of The Year. Sposata e madre di quattro figli, ama la moda e la tecnologia. Questa sera sarà ospite di Fabio Fazio per una puntata speciale di Che tempo che fa, dedicata appunto ai mondiali.

Lei segue il calcio?
«Sì, di tanto in tanto, quando ci sono partite importanti. Ho visto qualche incontro degli europei. E poi è quasi una questione di famiglia: uno dei miei nipoti è un calciatore».

Spera che vinca il Sudafrica?
«Spero che vinca lo spirito sportivo. Quel senso di aggregazione che il calcio, in generale, sa trasmettere in tutto il mondo..è incredibile quanto una semplice palla possa fare! In Sudafrica va molto il rugby ma non è la stessa cosa: viene considerato uno sport prettamente per bianchi».

I mondiali di calcio in Sudafrica sarebbero stati possibili senza il lavoro di suo padre?
«Sono molto fiera di mio padre: è il mio esempio. Sicuramente la lotta che ha portato avanti per tutta la sua vita contro il razzismo ha creato le basi perché oggi accada tutto questo. Ospitare i mondiali di calcio per noi è solo l'inizio: significa più progresso, nuove infrastrutture, tra cui un bellissimo stadio, e l'attenzione di tutto il mondo rivolta sull'Africa, questa volta per un motivo gioiso».

Che cosa ha fatto durante il suo soggiorno milanese?
«Ho visto alcuni amici, tra cui Evelyn, e mi sono data allo shopping con mia figlia: la vita va assaporata sempre. Non voglio essere una vecchia e noiosa signora».



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RISULTATI

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riccardo 79 mesi fa

i mondiali cominciano l'11 giugno, non luglio!

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