La web tv dei pubblicitari, senza spot e con pornoattore

14 maggio 2010 
<p>La web tv dei pubblicitari, senza spot e con pornoattore</p>

Una televisione online (visibile dal 1° giugno, all'indirizzo: www.shootv.com), voluta da un'agenzia di pubblicità. Ma senza pubblicità dentro. L'idea è della Tbwa Italia, una struttura da 240 dipendenti, con dependance dedicata a creatività e campagne internet.

Obiettivo: provare a far ricerca in un territorio - la Rete - di cui tutti parlano ma di cui non sono ancora così chiare le evoluzioni in termini di business e comunicazione pubblicitaria. Nella convinzione che tutto, media tradizionali e nuovi, poi possa convivere.

Per il momento, frutto della ricerca sono sette format tv, lunghi ognuno da pochissimi minuti a un massimo di un quarto d'ora, i cui contenuti verranno aggiornati ogni settimana. C'è lo spazio del cuoco che si esercita sui surgelati (destinato a un pubblico frettoloso?), quello della professoressa che legge fiabe europee in cinese (per i bambini di Pechino e dintorni, che così imparano a conoscere Cappuccetto rosso e altre storie ignorate dalla loro cultura), ci sono i documentari, gli spazi musicali per chi voglia scoprire suoni nuovi...

E c'è anche «Malcom XXX», lo spazio hard: una serie di puntate da due minuti l'una dove si affrontano «Eiaculazione», «Gang Bang», «Vibratori», «Penetrazione anale»...
Il conduttore è Francesco Malcom (nome d'arte, scelto da papà in omaggio all'attivista afroamericano di Francesco Trulli, 38 anni).
Malcom (nella foto) fa il pornoattore da quando aveva 21 anni.

Come ha scelto questo mestiere?
«Studiavo Restauro a Firenze, ma volevo risolvere i problemi scolastici e lavorativi, di sesso e di avventura. E questo lavoro permetteva di mettere d'accordo tutte le mie esigenze in un colpo solo. Con il vantaggio che, avendo io un faccino gentile e non un aspetto da stallone come quasi tutte le pornostar dell'epoca, ho trovato subito lavoro: ogni volta che serviva uno per la parte da collegiale a luci rosse, chiamavano me».
Come ha fatto a dirlo ai suoi genitori?
«Non ce n'è stato bisogno. Lo hanno scoperto subito, vedendo una videocassetta con me in copertina nell'edicola sotto casa. Ma si sono messi il cuore in pace: purché stessi bene...».
Appunto: non era rischioso come mestiere?
«Allora no, eravamo tutti professionisti e come tali tenuti molto sotto controllo, anche medico. Adesso invece che non ci sono più soldi, il mondo del porno utilizza i primi che capitano, e questo può essere pericoloso. Spesso, chi fa un film porno oggi è pagato semplicemente in Viagra».
Lei quanto era pagato?
«Allora si guadagnava bene, in due giorni di set si portava a casa l'equivalente di uno stipendio più che buono. Quando ho iniziato, comunque, il Viagra non c'era. È arrivato nel 2000 e da allora la concorrenza è cresciuta moltissimo».
Insomma, adesso ha smesso.
«Sì, volevo sperimentarmi in qualcosa di diverso. E quindi faccio altri generi di film, preferibilmente horror, giro un formato Tv "La Famiglia Casa Moscia"».
Ma è sempre porno.
«È il Casa Vianello di una coppia di pornostar con qualche problema. Ho anche partecipato alla fiction su Moana, perché Moana ai tempi l'avevo conosciuta, anche se non in senso biblico».
In compenso ha conosciuto personaggi come Rocco Siffredi o Joe D'Amato. Scusi, ma con Siffredi avete mai fatto una gara dimensionale?
«Vincerebbe lui, ma di poco».
Com'è lo stile che usa in Malcom XXX?
«Didascalico, faccio un po' come se fossi un professore che spiega le cose riguardanti il sesso, senza falsi pudori e senza ammiccamenti».
Ma c'è ancora bisogno di spiegare?
«Sì. Io, per esempio, ho fatto sesso per la prima volta a 17 anni e poi, per documentarmi, quando sono sono un po' cresciuto guardavo i film e i miei colleghi al lavoro. Oggi i giovani invece guardano Internet e Internet del sesso diffonde immagini molto violente: se si vuole fare qualcosa di diverso, trasgredire, lo si fa solo in direzione della violenza. Oggi i ragazzi non sanno nemmeno più fare un petting dolce. E io glielo insegno».
Usando terminologie esplicite?
«Più o meno. Il pisello, per intendersi: nel mio privato lo chiamo "arnese da lavoro", in Tv è "membro"».

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RISULTATI
Salvo 74 mesi fa

Sito web ufficiale http://www.francescomalcom.it

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