Addio Bekim Fehmiu, l'Ulisse della televisione italiana

16 giugno 2010 
<p>Addio Bekim Fehmiu, l'Ulisse della televisione italiana</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Aveva risposto al telefono, aveva provato a schermirsi, a dire che ormai lui con la Tv e l'Odissea non aveva più niente a che fare. E poi non aveva più smesso di parlare. Bekim Fehmiu, l'Ulisse della televisione italiana anno 1968, intervistato da Vanity Fair nel 2004, è morto ieri, probabilmente suicida, a 74 anni.

Nato in quella che allora era la Jugoslavia, sposato con una donna serba, nella guerra del Kossovo aveva perso la casa di famiglia. La guerra lo aveva segnato e, lui che da vent'anni non rilasciava interviste, quando dal telefono di Belgrado si era messo a parlare non era più riuscito a fermarsi.

«Mi chiedono sempre dell'Odissea, come se si trattasse di una storia così lontana da noi. Invece, quello che avvenne 3.000 anni fa avviene anche oggi. Elena era una scusa per attaccare Troia, così come le armi di distruzione di massa sono state una susa per le invasioni occidentali, dell'Iraq e dell'Afghanistan. In entrambi i casi, si è trattato di guerre imperialiste».

E l'Europa di oggi, come la vedeva Bekim?

«L'Europa è una puttana, cortigiana degli americani. Poi, ci vengono a dire che siamo un unico Paese, ma il nazionalismo è sempre più tremendo e il cataclisma sta arrivando. Ma dalle ceneri non vedo quale fenice possa risorgere, in questo momento. Penso solo che la guerra potrà arriverà anche qui, in Europa».

Se ciò accadesse, nessuno faccia conto su un Ulisse contemporaneo. Perché  Ulisse era più un Osama Bin Laden che un eroe positivo:
«Era un furbo, con un delirio di onnipotenza. Ma era anche il primo playboy della storia: andava in giro e conquistava donne, mentre quella là, Penelope, lo aspettava a casa».

Dell'Italia, che gli aveva dato la fama, che cosa pensava Bekim?
«È un Paese che ho amato molto, ma adesso spostarmi con tutit questi visti è sempre più difficile. D'altra parte, anche voi siete cambiati. C'è il razzismo, come vedo a Porta a porta».

 

 

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RISULTATI
Adela 52 mesi fa

Ma che cosa è questo? Io sono una donna albanese, e vivo negli Stati Uniti. Perché non hai scritto che il signor Fehmiu era albanese? Dove si trova questa parola in questo articolo? Bekim Fehmiu era un uomo albanese dalla città di Prizren in Kosovo, dove ora riposa in pace. Il suo nome significa "benedizione" o "Blessing". Lui aveva ragione: " anche voi siete cambiati. C'è il razzismo, come vedo a Porta a porta". Mi dispiace per il mio italiano. Rest in Peace, Bekim! U prefsh ne paqe, je i paharrueshem.

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