Inger Nilsson: «Pippi Calzelunghe, che incubo»

29 giugno 2010 
<p>Inger Nilsson: «Pippi Calzelunghe, che incubo»</p>
PHOTO COURTESY OF VANITY FAIR

Inger Nilsson, 51 anni, nel 1969 interpretò Pippi Calzelunghe per la Tv (sotto). Il 13 luglio, su DeAKids (Sky, 601), va in onda il documentario.

Siamo a Stoccolma, qui c'è la casa di Björn Borg, con venti stanze affacciate sul mare, e le ville degli Abba, in un enorme parco. Lei invece sta in un piccolo appartamento: come mai non è diventata ricca interpretando un personaggio così amato e replicato per decenni in Tv?
«Quando abbiamo girato ero una bambina, avevo uno stipendio ma non potevo ricevere royalties. Sono stata pagata una tantum, e neanche tanto».

Calzelunghe, e la serie fu immediatamente un grandissimo successo. Suo padre, giornalista, l'aveva preparata alle conseguenze della notorietà improvvisa?
«Assolutamente no. Lavorava in un piccolo giornale, e nemmeno lui lo immaginava»

Ha mai pensato di scrivere le sue memorie su Pippi?
«Sì, vorrei scrivere un libro su che cosa significa essere famosa, e su come si comporta la gente».

Che cosa le hanno fatto?
«Per esempio, una volta a teatro interpretavo una donna che aveva ucciso il marito e si esprimeva in modo pesante. Dopo lo spettacolo, arriva una donna in camerino e mi apostrofa: "Glielo devo dire: noi non vogliamo sentire parolacce come le sue in bocca a Pippi". Mi capita in continuazione: la gente non distingue fra l'attrice e il personaggio».

Ce n'è abbastanza per odiarla, Pippi?
«Questo no: odiarla, mai».

 

L'intervista completa su Vanity Fair n. 26/2010 in edicola da mercoledì 30 giugno

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