Andy Garcia: «Basta Hollywood, il futuro è la Tv»

10 luglio 2010 
<p>Andy Garcia: «Basta Hollywood, il futuro è la Tv»</p>

Nessuno si sarebbe mai aspettato, tanto meno in un'occasione ufficiale, di sentir chiamare una star come Andy Garcia «figlio 'e ndrocchia». Eppure è successo anche questo, ieri al RomaFictionFest, quando l'attore di origini cubane, ospite d'onore della kermesse capitolina, ha cominciato a ricordare i tempi d'oro de Il padrino - Parte III. Mario Donatone (che in quel film interpretava il prete killer che veniva a sua volta ucciso da Garcia-Vincent Mancini) gli si è fatto incontro e, rivedendolo dopo vent'anni, lo ha subito apostrofato così (affettuosamente).

Capello ben pettinato, vistosi baffi e modi da gentleman (si è più volte premurato che la sua interprete bevesse un sorso d'acqua), Garcia, 54 anni, attualmente nelle sale con la commedia indipendente City Island, ha rivelato progetti in campo televisivo, ovvero una lunga serie di cui sarà interprete e regista: «Gli Studios non sono più capaci di raccontare grandi storie per tutti. Oggi è la televisione a investire in progetti coraggiosi, cosa che sta facendo la fortuna di reti americane come Hbo e Showtime».

L'attore, che ha dichiarato di ispirarsi al cinema neorealista italiano, che uno dei suoi interpreti preferiti è Giancarlo Giannini e di essere molto amico di Beppe Fiorello, si dice in rotta con Hollywood: «Al cinema vado solo con mio figlio, di recente abbiamo visto Toy Story. Avatar l'ho visto perché era un evento speciale. Per il resto, niente Spider Man 2, 3 o 4. Preferisco le opere indipendenti». Nel frattempo, il bel Andy sta girando un film in Messico, Cristiada, in cui interpreta il generale Enrique Gorostieta al fianco della "casalinga disperata" Eva Longoria: «Per quale altro motivo dovrei indossare dei baffi così buffi, se no?».

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