Lamberto Sposini: «Meglio essere padre a 50 anni che a 20»

06 agosto 2010 
<p>Lamberto Sposini: «Meglio essere padre a 50 anni che a 20»</p>
PHOTO LAPRESSE

«Facciamola da me, che ho Matilde».
Matilde è la bambina che Lamberto Sposini, 58 anni, ha avuto «da grande», quando la sua prima figlia, Francesca, di anni ne aveva già 30, e lui proprio un ragazzino non era, a 50 appena compiuti. Per buona parte dell'intervista gli sta addosso, sul divano di casa a due passi dal Circo Massimo a Roma. Scalza, sul parquet, vestitino a fiori leggero, estivo come il caschetto, l'indice a stringere il passante dei jeans di papà. Che, dopo avere provato «vertici e conduzione dei due Tg più importanti in Italia, il Tg1 e il Tg5» e «due anni "no"» nel lavoro e in amore, ha imparato una cosa: cambiando la rotta, non sempre si va a stare peggio come all'inizio si crede. Ora, per esempio: si prepara a tornare, da settembre e per la terza stagione, con La vita in diretta, programma di punta del pomeriggio di Raiuno. In compagnia, per la prima volta. E di Mara Venier.

È contento?

«A dire il vero, appena la Rai mi ha comunicato la scelta di affiancarmi una conduttrice donna, sono rimasto perplesso. La vita in diretta è sempre andata bene. Solo, ho vinto, e con largo margine, la concorrenza. Poi, mi hanno spiegato che è un arricchimento per dare più peso al programma. Ne ho preso atto e dividiamo la poltrona: io mi occuperò più della parte politica e sociale, delle emergenze e della nera. Mara più di quella leggera: la cronaca rosa, lo spettacolo».

La conosce bene?

«Per qualche tempo, abbiamo abitato nello stesso palazzo, a Campo dei Fiori. Mara era al piano di sopra, io di sotto. Buongiorno e buonasera. Mai un caffè insieme, una cena, una festa. Uscì però sui giornali una foto di me sotto il portone con sua figlia, Elisabetta Ferracini. La stavo salutando. Titolarono Saranno Sposini. Fu il primo fascicolo che l'allora neogarante della privacy, Stefano Rodotà, si ritrovò sulla scrivania».

Si diceva che lei potesse approdare al Tg di La7, con un ritorno da vice di Enrico Mentana, dopo gli anni insieme del Tg5.

«Abbiamo rischiato di ricomporre il tandem. La pensiamo allo stesso modo su come dovrebbe essere l'informazione in Italia. Per me, Enrico resta il numero uno. Ho avuto colloqui con la rete, poi sono state fatte scelte diverse».

(...)

Meglio essere padre da giovane o oggi?

«Ho fatto il papà quando di solito non lo fanno gli altri: a 20 e 50. La prima volta era presto. Avevo appena finito il liceo. Non sono stato molto presente. Meglio adesso. A Matilde dedico tempo e cure mature. E comunque riesco a sorprendermi: a tre anni, usava il congiuntivo».

L'intervista completa sul numero 32 di Vanity Fair in edicola da mercoledì 11 agosto

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).